Industria/ Da non sprecare la ripresa del 2017



Lo afferma Medio banca.R&raS:crescono i ricavi. Fca fulcro del lusinghiero successo

MILANO. Il 2017 è stato l'anno della riscossa per le imprese italiane, dopo i colpi subiti con la crisi nel 2008 e nel 2013, e non deve "essere sprecato". Lo afferma l'Area Studi di Mediobanca, che ha presentato la 56a edizione del rapporto che dal 1962 riporta i 'Dati Cumulativi' delle imprese italiane. Quest'anno sono 2.075, un campione che raggruppa il 20% delle aziende con più di 50 dipendenti e tutte quelle con oltre 500 addetti. Per queste società la curva dei ricavi, precipitata nel 2008, è risalita tra il 2010 e il 2011, per poi ridiscendere e restare piatta fino al 2016. L'anno scorso è tornata a salire, facendo "meglio delle stime", con una crescita del 5,8% del fatturato aggregato, del 7,1% delle esportazioni e del 5,2% del fatturato domestico. Una velocità che "non si Mercato vedeva dal 2010-2011 dopo cinque anni di cali ininterrotti", spiegano dall'Ufficio Esportazioni Studi. Rispetto al fatidico 2008 il fatturato aggregato dell'industria italiana è sotto dello 0,8%, il fatturato domestico del 10,4%, mentre Metallurgia +17,9 le esportazioni sono salite del 25,8%. Dati che costitu- Petrolifero +11,4 iscono una base per affrontare "le prime nubi dense in arrivo sui mercati internazionali", con la guerra dei dazi Settori flop tra Usa e Cina, che potrebbe compromettere proprio le esportazioni, punto di forza Editoria delle imprese.Il 'risveglio' del 2017 ha interessato tutti i comparti, dalle aziende pubbliche (+6,7%) Fonte: Mediobanca (studio su imprese oltre i 50 dipendenti) a quelle private (+5,6%) e a controllo estero (+4%), che fatturano il 30% del totale. Sono cresciuti soprattutto l'industria (+6,6%) e la manifattura (+6,1%), un po' meno invece il terziario (+3,2%). All'interno del comparto manifatturiero hanno fatto progressi sia le grandi imprese (+6,9%), sia quelle medio-grandi (+6,8%) e medie (+6,6%) e con loro tutto il Made in Italy (+4,6%). Fulcro di questo successo è stata Fca che, nonostante le polemiche sull'utilizzo degli impianti italiani, resta "l'arbitro del futuro manifatturiero italiano" il quale a sua volta "non può fare a meno dell'industria dell'auto", spiegano i ricercatori di Mediobanca. Tra il 2008 e il 2017 la grande manifattura italiana ha segnato una crescita del fatturato del 15,1%. Senza l'apporto di Fiat e Iveco prima e Fca e Cnh Italia oggi, il dato sarebbe in calo del 7,7%. L'occupazione in calo del 3,7% rispetto al 2008, resta una nota dolente per le imprese


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA