Intensi combattimenti a periferia Mosul. Onu denuncia atrocità dell'Isis



Continuano intensi i combattimenti all'estrema periferia orientale di Mosul, dove le forze governative irachene cercano di avanzare ma i jihadisti dell'Isis oppongono una strenua resistenza, con l'impiego anche di autobomba.

Intanto, nuove uccisioni di massa e trasferimenti forzati di civili da parte dell'Isis sono state denunciate dall'Onu che, in base a informazioni ricevute, ha segnalato notizie di bambini, dall'età di 9-10 anni, reclutati con la forza dallo Stato Islamico come combattenti a Mosul. Quasi 400 donne delle minoranze curda, sciita e yazida in Iraq sono trattenute dai miliziani dell'Isis a Tal Afar, mentre prosegue l'offensiva governativa per la riconquista della città di Mosul.

Il comandante delle forze anti-terrorismo, generale Abdul Ghani al Asaadi, afferma che i suoi uomini hanno riconquistato il piccolo quartiere di Samaha nel tentativo rafforzare il controllo del più grande distretto di Gogjali, dove sono entrati mercoledì. Ma ha ammesso che i jihadisti continuano a rispondere al fuoco. Un inviato della televisione curda Rudaw afferma che i miliziani dell'Isis sono ancora attestati a 300 metri dalle linee governative. L'agenzia Ap, intanto, riferisce che, di fronte a questa resistenza, le forze governative stanno cercando di aprire un secondo fronte a nord-est di Mosul puntando verso i quartieri di Tahrir e Zahara.

Una trentina di miliziani dell'Isis hanno compiuto un'incursione oggi nella città di Shirqat, cento chilometri a sud di Mosul, si sono barricati in una moschea e hanno attaccato un centro delle forze di sicurezza, prima di essere sopraffatti. Lo ha detto il sindaco, Ali Dodah, aggiungendo che 15 jihadisti sono stati uccisi dalle forze di sicurezza e i loro corpi sono stati appesi nelle strade.

I jihadisti hanno ucciso una persona e ne hanno ferite altre sette. L'attacco, sottolinea il sindaco, sembra avere lo scopo di dimostrare che l'Isis è ancora forte e capace di combattere, mentre prosegue la battaglia per Mosul. L'azione sembra quindi avere lo stesso fine di quella, su ben più vasta scala, compiuta il mese scorso a Kirkuk, dove furono uccisi decine di civili e 76 miliziani jihadisti, secondo un bilancio ufficiale. Shirqat, che per oltre due anni era stata controllata dallo Stato islamico, è stata riconquistata dalle truppe governative solo alla fine dello scorso settembre. Dodah ha detto che i miliziani jihadisti sono arrivati nel centro della città a bordo di imbarcazioni che hanno attraversato il fiume Tigri. Poi si sono barricati in una moschea da dove hanno usato gli altoparlanti per diffondere un messaggio in cui dicevano che l'Isis sopravviverà. Infine hanno attaccato una sede della sicurezza, ma la polizia e le milizie della Mobilitazione popolare hanno reagito, uccidendone 15 e mettendo gli altri in fuga.

Nei giorni scorsi l'Isis aveva pubblicato online un discorso audio dal suo leader Abu Bakr al-Baghdadi, che incita i suoi combattenti, in particolare quelli a Mosul in Iraq, e chiede attacchi in Arabia Saudita e Turchia. L'ultimo messaggio di Baghdadi risaliva a quasi un anno fa, al 26 dicembre 2015. Il discorso diffuso nelle ultime ore si intitola 'Questo è ciò che Allah e il suo Profeta ci hanno promesso'. Nel messaggio, il leader dell'Isis parla dell'offensiva su Mosul come di una guerra contro i musulmani da parte dei 'crociati' e degli ebrei. Parlando ai sunniti dell'Iraq, Baghdadi afferma poi che gli sciiti stanno facendo "tutto quanto in loro potere" per prendersi il Paese e descrive l'Isis come l'unico rimedio.

Le forze armate irachene hanno detto di avere eliminato "almeno 67" jihadisti dell'Isis in un raid aereo nel nord di Mosul. In un comunicato della cellula di informazione sulla guerra si afferma che i miliziani dello Stato islamico si trovavano nell'hotel Ninive Oberoi, colpito nel bombardamento. "Un jet F-16 - afferma la nota - ha distrutto le difese anti-aeree e poi ha colpito l'hotel, dove era riunito un gran numero di jihadisti, uccidendone 67, di cui molti stranieri".

Unicef, su 20.700 sfollati soccorsi 9.700 sono bimbi - Da quando le operazioni per la riconquista di Mosul hanno avuto inizio il 17 ottobre, 20.700 persone risultano sfollate e di queste 9.700 sono bambini che hanno urgente bisogno di assistenza, secondo quanto dichiara l'Unicef, che accoglie queste persone nei suoi centri.


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