Inter costretta a vendere



IL CASO/PERISIC SULLA RAMPA DI LANCIO PER IL FAIR PLAY FINANZIARIO

MILANO. Un altro Ronaldo, un altro fuoriclasse, prima o poi all’Inter arriverà ma i giocatori nerazzurri devono dimostrare attaccamento. Massimo Moratti torna a parlare a vent’anni dall’acquisto del “Fenomeno” Ronaldo. Spera che Suning possa fare un regalo importante a tutti i tifosi anche se “giocatori di quel livello non è facilissimo trovarne”. Al di là dei campioni, però, all’Inter servono giocatori che diano tutto per la maglia. “Qualcuno - dice Moratti a Mi-Tomorrow - che senta l’appartenenza professionale al club, il dovere di dare il massimo per la squadra. I giocatori devono dimostrare un carattere che non hanno dimostrato, oppure servono dei punti di riferimento nuovi che trascinino gli altri”. L’arrivo di Luciano Spalletti non può risolvere tutti i problemi dei nerazzurri. Il cambiamento, già annunciato dall’allenatore, deve partire dalla squadra stessa. Il finale della passata stagione non può e non deve ripetersi. “Suning - continua Moratti - ha una potenzialità economica notevole ma le esperienze bisogna farle. Quella di questa stagione è stata talmente negativa da essere utilissima”. Molti giocatori non si sono dimostrati all’altezza della storia del club e l’intenzione della società è di cederli per fare cassa e rivoluzionare la rosa con acquisti mirati. Entro fine giugno, l’Inter deve incassare almeno 30 milioni di euro per rientrare nei parametri del Fair Play Finanziario. Ivan Perisic è l’indiziato numero uno per la cessione, ma il club nerazzurro non vuole venderlo per meno di 50 milioni. Il croato non nasconde di voler provare l’esperienza in Premier League e il club nerazzurro aspetta un’offerta congrua dal Manchester United. Niente sconti neppure per Stevan Jovetic. Walter Sabatini vuole almeno 13 milioni di euro anche perché il montenegrino ha mercato. “Non accettiamo l’offerta del Siviglia. L’ho appena comunicato al club. La somma è insufficiente e con queste cifre non c’è l’accordo”, ha chiarito Sabatini. Si complica anche il prestito di Gabigol al Las Palmas. I due club hanno già l’accordo, ma il brasiliano vuole restare a Milano e ha annunciato che sarà presente al raduno del 3 luglio. Brozovic piace allo Zenit ma bisogna convincere il giocatore. L’Espanyol è interessato a Banega ma per meno di 12 milioni non lascerà Milano. È un momento di stallo mentre si lavora per assicurare a Spalletti i giusti rinforzi. In settimana potrebbero sbloccarsi le trattative per Borja Valero e poi Milan Skriniar della Sampdoria. Profili comunque molto lontani dal “colpo Ronaldo’ che Moratti mise a segno venti anni fa. La rivoluzione, l’ennesima, dell’Inter fatica a prendere il via. Anche in società per ora poco è cambiato. Sabatini è stato chiamato per supportare Ausilio, ha scelto Spalletti, ma si aspetta ancora la prova dei fatti per valutare a pieno il suo lavoro. Non è stato ancora nominato il nuovo amministratore delegato e Thohir, sempre più assente, è ancora presidente. Un ritorno della famiglia Moratti è improbabile. “Sono cose - dice l’ex patron - che non programmi. Per debolezza o passione ci cadi dentro. Lascio ai miei figli la libertà di farlo ma i costi e l’impegno rendono un mestiere vero e proprio quello di presidente. Serve quel tanto di incoscienza che non mi sento di augurare loro...”. Forse qualcosa accadrà nel prossimo consiglio di amministrazione a fine mese ma a Spalletti serve una società forte, ordinata e che lo supporti anche nei momenti di difficoltà. Altrimenti neppure il tecnico toscano riuscirà nell’impresa di riportare l’Inter ai successi del suo passato.


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