Inter: il figliol prodigo



MILANO. L’Inter ritorna all’antico e si prepara agli ultimi due impegni del 2016 (Sassuolo e Lazio) con la consapevolezza che il miglior centrocampista della rosa ce l’aveva già in casa. Gli oltre 100 milioni di euro spesi in estate per una campagna acquisti degna di Massimo Moratti non hanno ancora dato le risposte sperate: Ansaldi, Joao Mario e Gabigol non sono stati all’altezza delle aspettative così come Banega che perlomeno è arrivato a para- metro zero. L’unico che finora ha giustificato la spesa sostenuta è Candreva mentre i 14,5 milioni versati al Manchester City per il riscatto di Jovetic hanno inciso sulle uscite ma nascono dalle sessioni di mercato precedenti.

Partendo da qui fa ancora più riflettere la ritrovata centralità di Brozovic nel centrocampo nerazzurro. Il croato era stato messo ai margini per ragioni comporta- mentali da Frank de Boer e con Pioli sta vivendo una rinascita. Le sue caratteristiche sono uniche nel reparto nevralgico dell’Inter: oltre alle doti tecniche, nessun altro porta in dote i gol che fanno parte del suo repertorio. Non è un caso se nelle sue ultime 4 gare (dal 24 novembre in poi) ha bucato la rete avversaria 4 volte, 3 nelle ultime 3 partite di campionato, tanti quanti ne aveva realizzati nelle precedenti 30.

Il suo comportamento non è sempre irreprensibile e nell’ambiente non è riconosciuto come un esempio di vita da atleta, ma la punizione di de Boer che l’aveva messo fuori rosa era durata troppo finendo per penalizzare la stessa Inter.

Brozo ha festeggiato contro il Genoa la sua prima doppietta in Serie A, la seconda in maglia nerazzurra dopo quella rifilata alla Juventus nella semifinale di ritorno di Coppa Italia per la rimonta sfiorata nella scorsa stagione. A dargli ancora più fiducia è stato il rinnovo del contratto fino al 2021, con adeguamento economico a 2,5 milioni di euro (ne guadagnava 1,4) e clausola da 50 milioni valida solo per l’estero. Questo non mette al riparo l’Inter da un eventuale assalto al croato nel mercato invernale perché i giocatori della rosa sono troppi e serviranno dei soldi in entrata in ottica fair play finanziario. Sacrificare proprio il centrocampista più incisivo sul piano realizzativo sarebbe, però, un autogol considerando che l’Europa non è un obiettivo irraggiungibile. La media punti di Pioli (1,75) è ben diversa da quella di de Boer (1,27) e Brozovic potrebbe riconfermare quanto di buono visto con Mancini l’anno scorso e contro il Genoa domenica sera. Joao Mario sta facendo in- travedere le sue qualità se agisce da trequartista e l’attuale allenatore sta trovando i pezzi del puzzle.

Un puzzle di cui non fa parte Gabigol. Il suo agente ha annunciato un inevitabile confronto con la società all’inizio di gennaio: “L’Inter lo ha pagato 30 milioni (3 per averlo subito e non a gennaio, ndr) e adesso lo tratta in questo modo”. I nerazzurri,tra il Las Palmas e il ritorno in Brasile, sa- rebbero propensi a darlo in prestito a una squadra del nostro campionato e c’è chi ipotizza un futuro “alla Suso”. Chissà che il Genoa non possa rilanciare un investi- mento oneroso a cui finora non è mai stata data alcuna chance. Eder, Palacio, Jovetic, Biabiany: tutti ne hanno avute, il brasiliano nessuna. Pardon, 16 minuti. Sull’argomento si registra una laconica dichiarazione: “Gabigol è molto giovane, sta lavorando molto bene e con grande umiltà. Ora ci concentriamo su queste ultime partite che mancano, perché vogliamo finire bene e risalire in classifica. Dopodiché con le indicazioni di Pioli, di Ausilio e di Gardini, che parleranno con noi e con la proprietà, si deciderà cosa fare” ha detto il vicepresidente dell’Inter Javier Zanetti, a Premium Sport, durante la cena di Natale degli sponsor del club nerazzurro.

LE PAROLE DEL PORTOGHESE -

Joao Mario ha concesso una lunga intervista a Tuttosport. Per il portoghese è stato l’anno della svolta: la consacrazione allo Sporting, la vittoria a Euro 2016 e il passaggio all’Inter. Un’Inter che però deve al più presto tornare là dove le compete: “Siamo tutti responsabili della situazione. Abbiamo sempre lottato e lotteremo sempre tutti insieme per far tornare in alto l’Inter. Questa la miglior risposta che possiamo dare ai tifosi”. Il portoghese ha anche spiegato qual è il ruolo che in campo preferisce: “Mi piace giocare in una posizione più avanzata, per avere maggiori possibilità di inserirmi in attacco. Pioli nelle ultime gare ha pensato che dovessi giocare pi difensivo e per me non c’è stato alcun pro- blema”. E ha infine confessato un segreto: dopo le partite ama rivedersi in tv. E quindi è lui primo censore di se stesso: “La mia miglior partita? Quella con il Cagliari in casa, anche se abbiamo perso. La peggiore? A Genova con la Samp”.


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