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Intesa: “Non è una stangata”



MANOVRA/TRIA ALL’ESAME DELL’ABI: I BANCHIERI CI VANNO COI PIEDI DI PIOMBO

MILANO. La manovra all'esame delle banche. Il ministro del Tesoro Giovanni Tria ha illustrato il documento programmatico di bilancio ai vertici degli istituti italiani, riuniti a Milano per il comitato esecutivo dell'Abi. Non ci sono stati né voti, né promozioni, né bocciature. E nelle dichiarazioni di fine incontro, i banchieri sono andati coi piedi di piombo, anche per non innervosire di più il mercato. Fra loro c'è "un approccio diverso sull'analisi degli effetti", ha riassunto Luigi Abete, di Bnl. Il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros Pietro, ha però rassicurato: la manovra "non è una stangata" per le banche e "i correntisti stanno tranquillissimi", perché gli istituti "sono in una situazione molto rafforzata rispetto al passato". Il confronto è durato più di due ore. La presenza del ministro è stata letta dai banchieri non solo come un gesto di cortesia, ma anche di dialogo, da parte dell'esponente di un governo non tenero con il settore. Di certo gli istituti non hanno visto di buon occhio l'aumento della pressione fiscale, anche per i possibili riflessi sulla crescita che, ha ribadito pure Tria, è il cardine della manovra con più deficit. Per il comparto finanziario, il costo stimato della manovra è di 4 miliardi di euro. Equita calcola che l'inasprimento del regime fiscale sulle banche possa determinare un impatto negativo medio del 7% sugli utili dei prossimi tre anni. Ad ogni modo, al di là del passaggio parlamentare, i numeri contenuti nella tabella del Draft inviato a Bruxelles nonsono ancora definitivi. Per valutare l'impatto "aspettiamo i testi normativi - ha detto il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli - Finché non ci sono articoli e commi non si possono giuridicamente pesare". Pure Abete ha preso tempo: "Bisogna aspettare le tabelle". Mentre il presidente di Cassa cen- trale banca, Giorgio Fracalossi, è stato meno cauto: "Qualche preoccupazione credo sia legittima". Il faccia a faccia ha tranquillizzato? E' stato "interessante", ha glissato il presidente di Unicredit, Fabrizio Saccomanni. Mentre il numero uno di Ubi, Victor Massiah, ha sorriso: "E' stato un incontro. Un'ottima riunione". L'appuntamento milanese è stato anche l'occasione per un breve incontro fra la presidente di Mps, Stefania Bariatti, e il socio di maggioranza della banca: il Tesoro. Prima che iniziassero i lavori del comitato esecutivo, Bariatti si è intrattenuta con il ministro Tria e con il direttore generale del ministero, Alessandro Rivera. Mentre Massiah ha respinto le voci che lo indicano fra i papabili alla carica di a.d. di Mps: "Ho un amore incondizionato per Ubi", ha detto.


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