Ipotesi commissione speciale



DEF/BRUXELLES DIFENDE LA REGOLA DEL 3% E RASSICURA SULL’ITALIA. DI MAIO APPREZZA

ROMA. In attesa di un governo e di una maggioranza, la strada per esaminare il Documento di economia e finanza potrebbe passare per la nascita di una commissione speciale alla Camera e al Senato. Si tratterebbe di un bis rispetto a quanto accaduto dopo il voto nel 2013, quando si faticava a comporre la squadra per un nuovo Esecutivo e a Palazzo Chigi per gli affari correnti c’era Mario Monti. La Lega e M5S, uscite vittoriose dalle elezioni, mostrano di non voler rinunciare a una delle prime prove sul ring parlamentare: l’esame delle linea di politica economica sarà infatti il primo appuntamento per deputati e senatori subito dopo l’elezione dei vertici delle Camere. E se il governo ha già fatto sapere di non volersi avventurare con il quadro programmatico e di voler presentare al Parlamento solo le tabelle del quadro tendenziale Luigi Di Maio e Matteo Salvini ribattono di essere pronti a mettere nero su bianco, attraverso documenti e risoluzioni, la loro visione in vista della legge di Bilancio d’autunno. Il leader pentastellato si dice convinto della necessità di bloccare l’aumento dell’Iva, esattamente come il leader della Lega. Ed è da qui, secondo il presidente della commissione bilancio uscente Francesco Boccia, che ad esempio si potrebbe partire per trovare un’intesa su unamanciata di punti ed evitare di “splittare” la discussione sul Def: ciò che andrebbe sicuramente scongiurato - è il ragionamento - è di attendere settembre per avere il quadro programmatico, e dunque le proposte qualitative, perché questo comporterebbe un rischio di fronte ai mercati per l’Italia. Mercati che però per ora, osserva il commissario agli affari economici Pier- re Moscovici, “sono sereni e noi - aggiunge quindi - siamo sereni perché abbiamo fiducia nella democrazia italiana e dell’impegno dell’Italia nella Ue”. Poi però, guardando sempre alla Lega ma anche al M5S, Moscovici difende la regola che prevede che il deficit pubblico non debba superare il 3% del Pil: “è di buon senso”, dice. Parole che nel complesso vengono comunque lette come “distensive” da Di Maio, che proprio ieri ha accusato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan di “avvelenare i pozzi” nel rapporto con l’Ue. La verità, però secondo il titolare di via XX Settembre, è che “il governo sta consegnando un’economia in crescita”. E dunque tutto il contrario di quanto va dicendo il M5S.


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA