Iran, presidenziali a una svolta



TEHERAN. Come da previsioni, cominciano a delinearsi i giochi elettorali per la presidenza dell'Iran. In realtà nelle previsioni non c'era, almeno per il momento, il ritiro più eclatante, quello arri- vato ieri dal sindaco di Teheran, Mohammad Baqer Qalibaf. Qualcuno, viste le sue due precedenti candidature alle pre- sidenziali del 2005 e del 2013, aveva anche ipotizzato che fosse lui il candidato conservatore al quale sarebbero andate più preferenze.

Ma il sindaco non ha avuto esitazioni e, forse consigliato, ha annunciato il suo ritiro dalla corsa, invitando i suoi sostenitori a votare per il candidato conservatore più forte, l'hojatoleslam (tito- lo religioso sciita) Sayyed Ebrahim Rai- si, cinquantasettenne custode del Santuario dell'Imam Reza a Mashhad, ritenuto assai vicino alla Guida suprema, ayatollah Sayyed Ali Khamenei.

Una mossa che concentra da subito il fronte che si oppone all'attuale presidente moderato riformista Rohani, dato in testa dai primi sondaggi, ma non tanto da poter cantare vittoria.

Nell'annunciare il suo ritiro, che però non è stato ancora formalizzato, Qalibaf ha detto che "ciò che è importante e vitale è mantenere gli interessi delle persone, del Paese e della Rivoluzione", aggiungendo che "questo grande ideale può essere raggiunto soltanto cambiando lo status quo attraverso una decisione importante e decisiva per pre- servare l'unità della Rivoluzione", pertanto - ha concluso - "chiedo ai miei sostenitori in tutto il Paese di utilizzare tutti i loro potenziali per il successo dell'hojatoleslam Ebrahim Raisi e per un suo governo". Qualibaf, che compirà 56 anni ad agosto, perde così per la terza volta l'occasione presidenziale. Nel giugno 2005 lasciò la vittoria a Mahmoud Ahmadinejad, per prendere a settembre dello stesso anno il posto di sindaco di Teheran lasciato libero dal presidente. Nel 2013, invece, arrivò secondo dietro Rohani, conquistando poco più di sei milioni di voti contro i 18,6 milioni di voti del presidente. Ritenuto un conservatore anomalo nel panorama iraniano, per la sua mentalità aperta e incline al dialogo prima ancora che alla repressione, Qalibaf ha un passato essenzialmente militare caratterizzato da una rapida e brillante carriera cominciata ad appena 19 anni, durante la guerra Iran-Iraq, che lo portò a diventare nel 1982 comandante delle truppe 'Imam Reza’. Pilota militare, ha raggiunto con sorprendete rapidità il grado di generale. Dal 1997 al 2000 è stato il comandante della Forza aerea del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc) e, dal 2000 al 2005, comandante della Polizia iraniana in sostituzione del precedente comandante co- stretto a dimettersi a seguito delle proteste studentesche contro gli eccessi di repressione. Ma se il fronte conservatore si compatta attorno a Raisi, primi segnali di concentrazione di voti arrivano anche in campo riformista. È sempre di ieri la dichiarazione di voto del candidato alla presidenza Mostafa Hashemi-Taba che ha annunciato che voterà Rohani e ha invitato i suoi sostenitori a fare altrettanto. Ma la cosa strana è che Hashemi- Taba, 70 anni, già ministro dell'Industria e vice presidente con Akbar Hashemi Rafsanjani, ha anche dichiarato di non volersi per il momento ritirare dalla competizione elettorale.


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