Israele esclude l’inchiesta



GAZA/NUOVI INCIDENTI NELLA STRISCIA E IN CISGIORDANIA, SCONTRO CON ERDOGAN

TELAVIV. Ancora tensione al confine con Gaza dove ieri ci sono stati nuovi incidenti, anche se di minore intensità. Più sostenuti invece quelli avvenuti in Cisgiordania. A divampare tuttavia è lo scontro diplomatico: Israele ha annunciato che non avallerà alcuna indagine “indipendente e trasparente” come chiesto dal segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres. Il ministro della difesa Avigdor Lieberman ha escluso ogni commissione di inchiesta “Questi continui ipocriti appelli per una commissione d’inchiesta - ha detto - devono capire che non ci sarà nulla di simile”. Al calor bianco il botta e risposta fra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che l’altro ieri ha accusato Israele di aver compiuto “un attacco disumano a Gaza” e che ieri ha rincarato la dose definendo il premier Benyamin Netanyahu di “essere un terrorista”. “Non serve - ha spiegato Erdogan - che dica al mondo quanto sia crudele l’esercito israeliano. Possiamo capire cosa fa questo Stato terrorista guardando la situazione a Gaza e a Gerusalemme”. A stretto giro di posta la replica del premier israeliano: “L’esercito più morale del mondo non accetterà lezioni da qualcuno che per anni ha bombardato indiscriminatamente popolazioni civili. “A quanto pare, così ad Ankara celebrano il primo aprile”. In serata Netanyahu è tornato sull’argomento dando dell’occupante a Erdogan: “Chi occupa Cipro del Nord, invade la regione curda e massacra i civili ad Afrin, non può - ha detto - darci lezioni di morale e valori”. Secondo l’agenzia Wafa i feriti tra i dimostranti palestinesi davanti ai reticolati di Gaza sono stati 8; ben più pesante invece il bilancio degli incidenti avvenuti davanti l’università di Abu Dis, in Cis- giordania: 98 per la Mezzaluna Rossa palestinese. Il capo di Hamas nella Striscia Ismail Haniyeh, citato dai media israeliani, ha minacciato che la prossima ‘Marcia del Ritorno’ non si fermerà “necessariamente al confine di Israele”. La situazione di scontro a Gaza è stata criticata anche in Israele dove militanti della sinistra di Meretz e delle ong pacifiste hanno chiesto la fine delle operazioni. Hamas aveva sapere che 5 dei palestinesi uccisi negli scontri di venerdì erano membri dell’ala militare della orga- nizzazione, le Brigate Izz ad-Din al-Qas-sam. Israele ha nuovamente ammonito sulle conseguenze di un possibile ritorno in forza da parte dei palestinesi ai reticolati di frontiera di Gaza. Se la violenza continuerà lungo il confine, lo stato ebraico - ha detto il portavoce militare, generale Ronen Manelis - espanderà la sua reazione per colpire i militanti anche al di là della frontiera. Se sul campo per ora lo scontro appare essersi ridotto, a cercare di prendere spazio è stata la diplomazia. Nonostante l’intervento del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres a favore “di un’indagine indipendente e trasparente”, i palestinesi hanno tuttavia con- dannato la mancanza di decisioni da parte del Consiglio. Il portavoce del governo dell’Autorità nazionale palestinese Youssef Mahmoud ha denunciato la posizione di Usa e Gran Bretagna in Consiglio “che si sono schierate con l’ingiustizia e la tirannia rappresentata dall’occupazione israeliana”. Federica Mogherini, capo della diplomazia Ue, ha chiesto un “ritorno alla calma” per evitare “escalation violente”. Al tempo stesso ha sottolineato che “la libertà di espressione e di assemblea sono diritti fondamentali che devono essere rispettati”. Un richiamo al quale è sembrato rispondere il ministero degli affari esteri israeliano, retto ad interim dal premer Benyamin Netanyahu. “La frontiera tra Israele e Gaza - ha detto - separa uno stato sovrano da un’organizzazione terrorista. Separa uno stato che protegge i suoi cittadini da assassini che mandano la loro gente verso il pericolo”. “Chiunque per errore veda in questo spettacolo omicida anche uno pizzico di libertà di espressione - ha concluso - è cieco verso le minacce che Israele fronteggia".


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