Italia, aria di deflazione



La deflazione torna a fare capolino , con i prezzi che a ottobre scendono di nuovo sotto allo zero . Un 0-1 % che basta a bruciare il rialzo registrato dall'ISTAT a Settembre e allontana l'Italia dal resto dell'eurozona, dove i listini continuano a salire raggiungendo quota 0,5%. Non solo due diverse velocità quindi ma due segni diversi, anche se in ogni caso si tratta di dati ancora distanti dagli obiettivi della Bce, che come target hanno un’ inflazione al2%. Nell’Ue a 19 in positivo c’è ancheilPil,chenelterzotrimestre fa +0,3% sul precedente, ma per avere il dettaglio italiano, bisognerà aspettare metà novembre. Intanto fa ben sperare la previsione del Centro Studi di Confindustria sulla produzione (+0,7% a ottobre). Tornando ai prezzi, in casa nostra a giocare un ruolo determinante è l’energia, anche se stavolta a tirare giù l’indice sono le bollette.Anzi, la benzina ha smesso di scendere dopo più didueanni,complicilequotazioni del petrolio. Le decisioni sule tariffe prese dall’autorità d settore hanno invece determinato il calo per luce e il gas, tanto che Federconsumatori stima che lo“scontrino” pagato dagli italiani per le utenze pari a2.291euro,sia in diminuzione, almeno 2016 su 2015.“dato scoraggiante”, il Codacons preannuncia un “Natale gelido” e Confcommerciovedeviviirischi di una “perdurante deflazione”. Ancora più preoccupato il commento della Coldiretti, che parla di “effetti devastanti nelle campagne”, con il latte che viene ormai pagato agli allevatori “quasi come l’acqua minerale al supermercato”. A ottobre pesano d’altra parte fattori stagionali, che sono anche alla base dei ribassi nel settore turistico (-7,7% per i voli e-4,3%perglialberghi).Sismorza anche il caro-scuola, con costi in discesa anche per gli asili nido. Qualcosa però si muove anche in Italia, i prezzi alla produzione nell’industria, al fondodellacatenadell’inflazione, restano sì con il segno meno davanti (-0,7% a settembre) ma l’inabissamento si riduce notevolmente rispetto a qualche mese fa. Certo solo un piccolo passo rispetto a chi, come la Germania, ha messo il piede sull’acceleratore, con i prezzi in risalita come non accadeva da due anni.


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