Italia leader degli ultraottantenni


CON IL 6,5% DEL TOTALE, PARI A CIRCA QUATTRO MILIONI, IL BELPAESE CONQUISTA IL PRIMATO EUROPEO


BRUXELLES. Le nascite segnano il passo, si vive più a lungo a lungo e proprio mentre si parla di ulteriori interventi sul fronte delle pensioni gli italiani conquistano un nuovo primato europeo: quello della popolazione con la maggior quota di persone - il 6,5 del totale, pari a quasi quattro milioni tra uomini e donne - con un’età superiore agli 80 anni.

È la principale indicazione fornita da Eurostat nella fotografia del vecchio continente scattata attraverso la lente dell'invecchiamento in occasione della giornata internazionale degli anziani. I dati elaborati dall'Istituto di statistica europeo mostrano comunque che il fenomeno non è solo italiano, ma interessa tutto il continente e in particolare chi si affaccia sul Mediterraneo. Al 1 gennaio 2015, nei Paesi dell'Unione gli ultraottantenni sono arrivati ad essere quasi 27 milioni, sette in più rispetto a dieci anni prima, facendo salire dal 4 al 5,3 per cento quello che potrebbe essere definito come il 'tasso di vecchiaia’. Parallelamente, per gli ottantenni si sono allungate le aspettative di vita che sono passate mediamente dagli 8,4 anni del 2004 ai 9,5 anni del 2014. Le donne, tradi- zionalmente più longeve (per loro l'aspettativa di vita è passata da nove a 10,2 anni contro una crescita da 7,4 a 8,5 per gli uomini), rap- presentano ancora la maggior parte degli anziani europei sebbene la quota sia scesa dal 67,9 al 64,6 per cento. Ma tornando a focalizzare l'attenzione sulla situazione in Italia, si osserva che il nostro Paese è salito sul gradino più alto del podio nel 2015 per gli ultraottantenni scavalcando, rispetto alla fotografia scattata nel 2005, la Svezia, unico Paese nel quale - rileva Eurostat - la quota di anziani non è aumentata, ma è anzi diminuita passando dal 5,4 al 5,1 per cento (nel 2005 in Italia la quota si era attestata al 4,9%). Alle spalle dell'Italia si sono piazzate Gre- cia (6,3), Spagna (5,9), Francia (5,8) e Portogallo (5,7) Il Belpaese e le caratteristiche della sua popolazione appaiono inoltre favorevoli all'allungamento delle attese di vita poiché su questo fronte l'Italia si piazza al quarto po- sto tra i partner Ue. Chi ha appena compiuto 80 anni può sperare infatti di vivere ancora 12 anni in Francia, 10,4 anni in Spagna, 10,1 anni in Lussemburgo e 10 anni da noi. L'Italia si distingue in Europa anche per lo 'scarto’ tra le aspettative di vita di uomini e donne. La differenza maggiore è stata registrata in Lussemburgo (11,2 anni in più favore delle femmine), Francia (2,5), Estonia (2,2) e Italia (2,1). La quota di donne sul totale degli anziani è invece scesa nel nostro Paese dal 67 al 64,4 per cento, mentre l'aspettativa di vita è salita di 1,1 anni per i maschi e 1,3 anni per le femmine.


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