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Italia, sale la disoccupazione



ROMA. Cresce la partecipazione al mercato del lavoro ma a fronte a un lievissimo aumento dell’occupazione cresce in modo più consistente la disoccupazione. A novembre - secondo i dati Istat diffusi ieri - gli occupati sono saliti di 19.000 unità sul mese e di 201.000 sull’anno (a quota 22.775.000) ma il tasso di disoccupazione è cresciuto attestandosi all’11,9%. Un dato questo in controtendenza con l’andamento europeo (il tasso è sceso nel mese al 9,8%) che fissa il nostro Paese al quarto posto per livello di disoccupazione dopo Grecia, Spagna e Cipro. La crescita della disoccupazione insieme con l’aumento dell’occupazione (il tasso è al 57,3% con +0,1 punti percentuali su ottobre e+0,6puntirispettoanovembre2015) si spiega con l’aumento della partecipazione al mercato del lavoro e il calo degli inattivi (il tasso di inattività èal34,8%,aiminimistorici). In pratica - emerge dai dati Istat - a causa della stretta sull’accesso alla pensione le persone restano al lavoro più a lungo mentre non aumenta abbastanza la domanda da parte delle aziende per assorbire le nuove entrate nel mercato. I giovani e le donne (sempre di più)cheentranonelmercatodellavoro trovanopiùdifficoltàatrovareimpiego mentre l’età media degli occupati aumenta. Nel mese il tasso di disoccupazione dei giovani è tornato asalireal39,4%(+1,8puntisuottobre), il dato peggiore in Ue dopo Grecia e Spagna (21,2% nell’area euro). E se il tasso di disoccupazione cresce su base annua di 0,5 punti percentuali all’11,9% i disoccupati si attestano stabilmente sopra quota tre milioni (3.089.000 con un aumento di 57.000 unità su ottobre e una crescita di 165.000 unità su novembre 2015). L’aumento degli occupati - sottolineano i tecnici Istat - riguarda le donne e gli ultracinquantenni. Gli occupati tra i 50 e i 64 anni sono cresciuti di 75.000 unità tra ottobre e novembre (+19.000 gli occupati complessivi) e di 394.000 rispetto a novembre 2015(+201.000glioccupati intotale)arrivandoaquota7,4milioni. Il dato risente naturalmente dell’andamento demografico con i figli del baby boom che hanno ormai superato i 50 anni ma la tendenza si legge anche guardando non solo i numeri assoluti ma i tassi di occupazione. Il tasso di occupazione della fascia di età più anziana ha raggiunto il 58,8%, con un aumento di 0,5 punti rispetto a ottobre e di 2,1 punti su novembre 2015. Per la fascia di età trai25ei34anniiltassodi occupazione è al 59,4%, in calo di 0,5 punti rispetto a novembre 2015. In questa fascia di età il tasso di disoccupazione è al 18,9%, oltre tre volte più alto di quello della fascia più anziana (5,9%). Se poi si guarda all’universo degli over 50 (senza mettere il limite ai 64 anni) si vede che le persone al lavoro superano ormai quota 7,9milioni,circa due milioni in più rispetto a novembre 2010.Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, parla di occupazione sostanzialmente stabile sul mese mentre si conferma la crescita annua. Sembra comunque in via di esaurimento l’impulso alla crescita dell’occupazione data dagli incentivi sulle assunzioni stabili. L’occupazione dipendente rispetto a novembre 2015 è cresciuta di 193.000 unità (135.000 delle quali permanenti) ma solo di 3.000 unità su ottobre (12.000 permanenti).


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