Italicum, via il doppio turno



ROMA. Si apre un possibile nuovo fronte nel governo per cambiare l’Italicum, condizione che resta imprescindibile per la minoranza Pd per dare il suo via libera al Sì alla riforma costituzionale.

A smuovere le acque per un possibile confronto a sinistra nel Pd è il ministro della Giustizia Andrea Orlando che rilancia la sua proposta di abolire il ballottaggio. Un’apertura ben accolta dalla minoranza Pd: “Ho apprezzato le parole del ministro Orlando che testimoniano come un tabù ritenuto fino a poco tempo fa intoccabile come l’Italicum possa e debba essere oggetto di una riflessione politica più ponderata e realistica” dice il senatore della minoranza Pd Miguel Gotor che aggiunge: “Credo anche io che qualunque nuovo modello elettorale dovrà prevedere l’abolizione del ballottaggio che non si confà a un modello di demograzia parlamentare come il nostro”.

Per Orlando “sarebbe ragionevole una norma che eviti il doppio turno”. E’ convinto, il ministro, che esistano altre strade per garantire la governabilità anche sfruttando meccanismi di disproporzionalità diversi. “Un premio di mag- giornata proporzionale al risultato, potrebbe evitare le coalizioni forzate e al contempo garantire buone probabilità di governabilità” spiega in un’intervista a ‘il Mattino’ in cui ricorda l’esigenza di contemplare un sistema che “ormai è diventato tripolare”.

La strada per un confronto potrebbe aprirsi anche se pure Orlando non si stanca di ricordare alla sinistra dem che “non basta dire che si vuole cambiare l’Italicum. Chiunque lo dica, a partire dalla mionoranza del Pd deve verificare se esiste una maggioranza per farlo nella direzione che si auspica”.

E qui sta il punto visto che orami il fronte della modifica all’Italicum si fa sempre più insistente. Anche da chi so- stiene le ragioni del Sì alla riforma elettorale, come il centrista Casini che con- ferma: “La legge elettorale non c’entra, tutti sanno che sarà cambiata....”. E pure se, proprio ora, palazzo Chigi, si è appena costituito davanti alla Consulta per difendere l’Italicum ‘smontando’ i rilievi posti dai Tribunali ricorrenti: secondo l’Avvocatura dello Stato si è di fronte a una “fictio litis”, una causa fittizia, alla base della quale non c’è realmente un diritto leso dalla nuova legge elettorale.

Roberto Speranza, della minoranza Pd, in un’intervista al Piccolo auspica invece “che il Pd metta in campo un’inizia-

tiva politica vera per cambiare una legge sbagliata”. Serve una “svolta o andremo a sbattere, come alle amministrative”, avverte l’ex capogruppo Pd che ripete: “Non possiamo arrivare al referendum con una legge che prevede un premio di maggioranza distorsivo e fa scegliere gli eletti al capo. Senza una modifica il mio consenso non arriverà”. La sua proposta, aggiunge, è “il Mattarellum 2.0, con cui i cittadini tornerebbero a scegliere i parlamentari in collegi uninominali”. Su questo punto Orlando tuttavia è fermo: sulle capolistature bloccate “alcuni di quelli che scoprono questo rischio sono stati messi in lista senza neppure passare per le cosiddette primariette. È una resistenza che capisco poco, come - mette in chiaro - non capisco l’insistenza sulle preferenze che in Europa hanno in pochi”.


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