Juan Carlos ad Abu Dhabi

L’EX RE DI SPAGNA È GIUNTO NEL SUO “ESILIO” DORATO



di Alberto Zanconato

ROMA. Il re emerito di Spagna, Juan Carlos I, ha scelto per sé un ‘dorato esilio’, ad Abu Dhabi. Lo rivela il quotidiano spagnolo Abc. Lo scorso 3 agosto la casa reale spagnola rendeva nota la decisione presa da Juan Carlos I di lasciare la Spagna. In quel momento, il re emerito che ha abdicato sotto il peso di accuse di corruzione, era già in viaggio verso Abu Dhabi e: il lussuosissimo Hotel Emirates Palace. Le indiscrezioni di Abc giungono dopo che per giorni si erano rincorse voci su un presunto approdo dell’ex sovrano in Portogallo o a Santo Domingo. E il giornale ricostruisce il viaggio con dovizia di dettagli, in jet privato da Vigo in Galizia fino all’aeroporto di Al Bateen, scalo utilizzato esclusivamente dai voli privati che atterrano nella capitale degli Emirati, in sette ore e 13 minuti Da lì in elicottero fino all’Emirates Palace, fra gli alberghi più cari al mondo: 850mila metri quadrati di lusso con spiaggia privata. Juan Carlos alloggerebbe in una delle sei suite presidenziali - da 11mila euro a notte - da dove non si sarebbe ad oggi mosso, date anche le temperature altissime. Non è la prima volta che il monarca vi alloggia, stando a fonti citate da Abc, e la scelta non è casuale dato l’altissimo livello di riservatezza che il luogo garantisce. E’ infatti una vera e propria fortezza a prova di paparazzi, per i quali tra l’altro ad Abu Dhabi le leggi sono particolarmente restrittive. Ma Juan Carlos potrebbe anche usufruire di sicurezza privata, grazie anche alla personale amicizia con il principe ereditario degli Emirati Mohammed bin Zayed Al Nahyan. Del resto Abu Dhabi per Juan Carlos sembra essere un luogo congeniale, per via anche delle strette relazioni personali con la famiglia reale emiratina. L’ultima volta che vi ha fatto visita risale allo sorso novembre, in occasione del Gran Premio di Formula Uno. Ma i viaggi del sovrano nella zona emergono soprattutto dai verbali nelle inchieste che lo hanno messo alle strette, nei racconti della sua amante, Corinna Zu Sayn-Wittgenstein, la stessa che fu intercettata a parlare di commissioni ricevute dal sovrano per un contratto di 6,7 miliardi di euro per la costruzione di un treno ad alta velocità tra La Mecca e Medina verso un consorzio di compagnie spagnole aprendo così il vaso di Pandora. Juan Carlos riportava con sè denaro ogni volta che rientrava da un Gran Premio in un paese arabo, raccontava Corinna: dal Bahrein e da Abu Dabi, continuava Corinne, e ogni volta tornava con una valigetta da cinque milioni di euro.

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