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Juve, la tappa-Doha


Supercoppa/I bianconeri vogliono il primo titolo mentre costruiscono la squadra futura


TORINO. Quando le parole non bastano più, arrivano in soccorso i numeri. Quello che si è appena chiuso è stato un anno indimenticabile per la Juventus: la vittoria contro la Roma, oltre ad aver regalato il titolo di “campione d’in- verno”, ha permesso alla squadra di Allegri di conquistare il centesimo punto del 2016, nuovo record per la serie A. Una delle quattro sconfitte rimediate nell’anno è arrivata contro il Milan, avversaria venerdì a Doha nella Supercop- pa Italiana: i bianconeri hanno la possibilità di vincerla per il secondo anno consecutivo, la quarta negli ultimi cin- que anni. Vittorie frutto di lungimiranza e programmazione, le stesse che hanno portato al terzo rinnovo in poco più di una settimana: dopo Rugani e Sturaro è stata la volta di Leonardo Bonucci, quel “top player” che la Juventus si è creata in casa anno dopo anno. Blindato fino al 2021 il centrale, tentato da mezza Europa, Chelsea su tutte, ed entrato di diritto tra le “bandiere” bianconere: “Voglio diventare più di una leggenda per questa società” l’ambizioso traguardo di Bonucci, convinto che “adesso viene il bello” e che per “restare sulla vetta della montagna” servano il continuo miglioramento, “umiltà e sacrificio”. Alza il tiro la società di corso Galileo Ferraris, che potrebbe annunciare a breve anche il rinnovo di Paulo Dybala, altro pezzo pregiato della rosa di Allegri. Giorno dopo giorno Beppe Marotta sta gettando le basi per la Juve del futuro, nata per dominare in Italia e per giocarsi le proprie chance in Europa. Per il dirigente bianconero “il sesto scudetto sarebbe leggendario”, ma la Champions League “è un traguardo stimolante che società e tifosi desiderano raggiungere”. Senza troppe pressioni, mancare la finale “non dovrebbe essere una delusione”, oltre ai valori in campo “nella Champions ci sono delle componenti di imprevedibilità come un sorteggio, gli infortuni o le condizioni climatiche che condizionano una prestazione”.

Tutti fattori che entreranno in gioco anche venerdì in Qatar nella finale di Supercoppa contro il Milan: Allegri spera di recuperare Lichtsteiner e Pjanic, usciti malconci dalla sfida con la Roma ma rinfrancati, secondo quanto appreso, dai recenti esami clinici. Nessuna lesione per lo svizzero, solo una botta Juve, la tappa-Doha all’anca per il centrocampista bosniaco: la rincorsa della Juventus al primo trofeo della stagione è iniziata. E a sentire il presidente Andrea Agnelli, protagonista di un siparietto con il milanista Adriano Galliani al termine della assemblea di Lega, “l’esperienza vince sempre”. PARLA SACCHI - “Il campionato? La Juve può solo suicidarsi, loro sono talmente superiori, di una superiorità morale, che al momento è irraggiungibile”. Lo dice Arrigo Sacchi al programma di Rai Radio1 ‘Un Giorno da Pecorà. Come vede la fine di Supercoppa italiana tra i bianconeri ed il Milan? “La Juve oggi è sempre favorita in Italia, è una società paragonabile al Milan di Berlusconi quando c’eravamo io e Capello”.


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