Juve, tappa scudetto


Il match-clou/La Roma gioca alla pari, ma la capolista trova il genio di Higuain


IL PRIMO round per lo scudetto 2017 va alla Juve: 1-0 sulla Roma con un lampo di Higuain che ha accecato la Roma dopo un quarto d’ora. Il verdetto ha il sapore di un game-over anticipato, con la squadra di Spalletti sprofondata a -7 e il Milan a -9 e, ben che vada, Lazio e/o Napoli -8. Sarebbe un peccato, ai da là dei meriti in- discussi della Juventus, perché la Roma allo ‘Stadium’ ha giocato un grande secondo tempo: le è mancato solo una stoccata come quella del Pipita, ma i giallorossi hanno fatto soffrire tremendamente la Juve, costringendola ad arre- trare. Con Salah, entrato al’inizio del secondo tempo, ed El Shaarawy nel finale, l’hanno stretta in un autentico as- sedio. Il forcing giallorosso è stato fermato solo da un cambio di Allegri - Dybala al posto di un esausto Higuain - importante più ancora che sul piano tattico perché ha spezzato le cariche giallorosse. Troppo deboli i tiri di Perotti, El Shaarawy per affondare la miglior difesa del campionato, che ha resistito anche grazie all’apporto del rientrante Barzagli. C’è da dire comunque che la Juventus, aggressiva e compatta fino a quando non sono calate le energie, è stata superiore nel primo tempo, nel quale ha chiuso ogni spazio alla Roma. E Sturaro ha avuto sul piede ben due palle-gol sventate solo da grandi parate di Szczeny. Higuain spacca la partita dopo 14 minuti con un gol da manuale del perfetto attaccante, tecnica e potenza: pallone strappato a De Rossi sulla trequarti, Manolas evitato con uno scarto laterale e botta angolata. Per il Pipita è continuato il momento d’oro: poker in dieci giorni, una rete alla Dinamo per sbloccarsi, doppietta nel derby e un altro quadro d’autore con i giallorossi. Higuain aveva fatto le prove al 10': girata al volo su cross di Mandzukic dopo la sgroppata del croato sulla fascia, ma troppo centrale per l’attento Szczesny. La Roma si è ritrovata dopo 27 minuti con zero tiri in porta, tanto nervosismo e tre ammoniti, De Rossi, Dzeko (per proteste) e Gerson. Il primo giallo è per De Rossi: palla sbucciata e tocco sulla caviglia di Pjanic in scivolata. Gioco scorretto per l’arbitro, tra le proteste del capitano giallorosso. La seconda ammonizione è toccata a Dzeko, sempre chiuso nella morsa di Chiellini e Rugani. Il centravanti ha protestato per un presunto fallo di Alex Sandro su Gerson, per l’arbitro era una spallata regolare. Il terzo ammonito è stato proprio il brasiliano. Ancora lamentele giallorosse al 38': sull’angolo battuto da Perotti, Dzeko è caduto in area contrastato da Chiellini, poi Manolas in mischia ha tirato addosso a Khedira. E allora Spalletti ha rilanciato Salah, al rientro, per cambiare corso alla partIta; Allegri ha dovuto cambiare Pjanic, con Cuadrado, per un problema muscolare del bosniaco. Proteste Juve per uno sgambetto, involontario, di Manolas a Madnzukic; Rugani ha chiuso un lancio filtrante di Nainggolan a Dzeko con una chiusura da veterano, prodezza di Szczesny su Sturaro (25'). Negli ultimi venti minuti Roma padrona assoluta del campo, alla Juve è rimasto il contropiede, con anti errori però nelle ripartenze. Roma all’attacco, tambureggiante, Manolas fuori per un malanno muscolare. Colpo di testa di El Shaarawy alzato in angolo da Buffon, gran parata di Szczesny su Sturaro. Niente da fare per i giallorossi. E la partita del record assoluto di presenze allo ‘Stadium’ (42.470 spettatori) che era iniziata con gli applausi nel ricordo dei due ragazzi della Primavera Juve morti dieci anni fa annegati nel laghetto di Vinovo, è finita con i “buuu” razzisti delle due curve, destinati dai romanisti ad Alex Sandro e dagli juventini a Rudiger. Un brutto finale per una partita tanto intensa.


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