Juve, tour de force

Sette partite in 23 giorni fra Champions e campionato. Si comincia a Firenze




TORINO. Parte sabato a Firenze il primo tour de force stagionale della Juventus. Sette partite in 23 giorni, tra campionato e Champions League, partendo dalla Fiorentina per finire con l’Inter a inizio ottobre, con la novità del debutto in panchina di Maurizio Sarri - se non ci saranno novità - costretto dalla polmonite a saltare le prime due giornate di campionato. Giocare al ‘Franchi’ non è mai facile per i bianconeri, anche se le ultime due uscite sono state molto felici: 2-0 nel girone di ritorno di due anni fa, con reti di Bernardeschi e Higuain, addirittura 3-0 nel dicembre 2018, con gol di Bentancur, Ronaldo e Chiellini. Questa volta troverà una Viola ancora più caricata e motivata, più ancora che dalla tradizionale sfida, dalla necessità di cominciare a muovere la classifica dopo gli insuccessi nei primi 180'. L’impegno sul doppio fronte imporrà a Sarri e al suo staff di mescolare le carte, con formazioni diverse tra l’anticipo di campionato e il debutto il Champions contro il sempre coriaceo Atletico Madrid, mercoledì in Spagna. E’ probabile che Rabiot a centrocampo e Dybala in attacco riescano a trovare molto più spazio. Il problema è quello di sempre, per una squadra zeppa di nazionali come è la Juventus: il rientro di alcuni giocatori a pochi giorni dalle partite. Gli allenamenti ricominciano oggi, dopo due giorni di riposo e tra i nazionali ci saranno solo gli azzurri Bonucci e Bernardeschi e il bosniaco Pjanic. Domani Sarri ritroverà Ronaldo, Matuidi, Demiral, De Ligt, Emre Can e Szczesny, in campo ieri sera nelle qualificazioni per gli Europei. Solo giovedì i sudamericani Dybala, Alex Sandro, Cuadrado e Bentancur, quindi ad appena 48 ore dalla trasferta di Firenze. Da segnalare una precisazione di Douglas Costa, titolare nelle prime due giornate, attraverso una storia su Instagram, sugli echi del mercato che si è appena concluso: “Sono notizie infondate” quelle pubblicate secondo cui “stavo negoziando con un club. - scrive il brasiliano -. Dall’inizio della stagione sono stato chiaro che sarei rimasto qui per vincere titoli e dare il sangue con la maglia della Juventus. Junior Mendoza è il mio unico agente - conclude Douglas Costa - ed è l’unica persona autorizzata a parlare per mio conto”.

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