Kabul, strage di civili Novanta morti



AFGHANISTAN/CAMION BOMBA ESPLODE NELLA «ZONA VERDE»

KABUL. Il sangue è tornato a scorrere copiosamente a Kabul dove un'autobotte imbottita di esplosivo è saltata in aria vicino ad uno degli ingressi della 'Zona Verde’ di massima sicurezza al centro della città. Il bilancio delle vittime, che era in serata di 90 morti e oltre 400 feriti, quasi tutti civili, è il più grave fra quelli registrati nella capitale afghana in questo secolo. Il veicolo scelto dagli attentatori, solitamente utilizzato per lo spurgo di fosse biologiche e trasformato in una temibile arma di distruzione, stava entrando nell'area dove si trovano le principali ambasciate, il ministero della Difesa, il palazzo presidenziale e la sede dei servizi di intelligence, ma è stato bloccato dalle forze di sicurezza al cancello di ingresso di Zanbaq Square, nel quartiere di Wazir Akbar Khan. Questo ha spinto l'autista ad attivare, a pochi metri dall'ambasciata della Germania, un'esplosione di enormi pro- porzioni che ha scavato un cratere profondo metri e ucciso centinaia di ignari passanti, causando una strage in cui hanno perso la vita anche molte donne e bambini. Anche i media hanno pagato un tributo di sangue, con due dipendenti morti (Bbc e Tolo Tv) e altri sei feriti. La potente deflagrazione ha causato gravi danni nel raggio di centinaia di metri a decine di veicoli, ad edifici pubblici e privati, e alle sedi di ambasciate, fra cui quelle di Germania, Iran e Francia. A Berlino il ministro degli Esteri Sigmar Gabriel ha indicato che una guardia della rappresentanza diplomatica è morta e alcuni dipendenti, fra cui un diplomatico, hanno riportato ferite. I talebani dell'Emirato islamico dell'Afghanistan hanno diffuso un comunicato ufficiale firmato dal loro portavoce Zabihullah Mujahid attraverso cui hanno negato ogni responsabilità nell'attentato. Anzi, lo hanno condannato "perché diretto contro la popolazione civile". È anche per questo che la Direzione nazionale della sicurezza (Nds, servizi di intelligence) ha sostenuto che l'attentato sarebbe opera della temibile Rete Haqqani (che non rivendica mai i suoi attacchi), in coordinamento con i servizi segreti pachistani (Isi). Ma altri vedono nel massacro la mano dell'Isis (che pure finora non ha rivendicato), una cui base nella provincia afghana di Nangarhar è stata distrutta in aprile dalla 'superbomba’ Usa. La Farnesina ha confermato che, pur chiaramente avvertito, lo scoppio non ha causato danni a persone o cose nell'ambasciata d'Italia a Kabul, mentre il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha condannato senza mezzi termini "il vile attentato". Unanime la riprovazione da parte della comunità internazionale, di papa Francesco che ha stigmatizzato l'attacco definendolo "abominevole", e del Consiglio degli ulema afghani, secondo cui un attentato durante il Ramadan "è totalmente contro l'umanità". A Kabul il presidente Ashraf Ghani ha convocato una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale e sottolineato che "i terroristi, anche durante il Ramadan, mese di benedizione, bontà e preghiera, non smettono di uccidere persone innocenti".


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