Khamenei attacca Trump



TEHERAN. La risposta della Guida suprema del- l'Iran a Trump era attesa da giorni. E alla fine è arrivata, maturata dopo un prudente silenzio. Ma è arrivata sarcastica, pungente e decisa: "Rin- graziamo" Donald Trump "perché ci ha aiutato a mostrare il vero volto degli Stati Uniti".

L'ayatollah Sayyed Ali Khamenei, il successore dell'imam Khomeini alla guida della Repubblica islamica, ha scelto di rispondere al presidente americano davanti a una platea di comandanti della Forza navale iraniana, ricevuti ieri a Teheran nell'ambito delle celebrazioni di dieci giorni per il 38mo anniversario della Rivoluzione khomeinista.

Per Khamenei, quindi, Trump è un po' una specie di uomo della provvidenza. Colui che ha fatto cadere il velo sul sistema più detestato da Teheran.

"Abbiamo parlato della corruzione politica, economica, morale e sociale nel sistema dominante degli Stati Unti per più di 30 anni - ha continuato la Guida suprema mantenendo la vena sarcastica - ma ora è arrivato questo uomo e durante e dopo le elezioni, apertamente e palesemente, ha rivelato tutto". Khamenei non ha poi mancato di rimarcare uno spiacevole episodio avvenuto nella piena confusione scaturita dalla sospensione dei visti di ingresso negli Stati Uniti per i cittadini di sette Paesi a maggioranza musulmana, tra cui l'Iran: "Ora, con tutto quello che sta facendo, come ammanettare un bambino di cinque anni in un aeroporto, sta mostrando la realtà dei diritti umani americani", ha incalzato il leader dell'Iran. Poi, prendendo spunto dalle affermazioni del presidente americano, Khamenei ha puntualizzato che gli iraniani non hanno timore: "Trump dice 'abbiate paura di me'. No", ha detto con decisione la Guida suprema, aggiungendo che "la nazione iraniana risponderà con una manifestazione il 10 febbraio (anniversario della Rivoluzione) e mostrerà che tipo di atteggiamento prende di fronte alle minacce". Ma Khamenei ha approfittato dell'occasione anche per sferrare un colpo, attraverso il nuovo presidente statunitense, al predecessore Barak Obama: "Il neo eletto presidente americano ci dice che dovremmo essere grati a Obama. Perché? Dovremmo essere grati a lui per l'Isis? Per aver acceso il fuoco in Iraq e Siria, o per il suo sostegno aperto nel 2009 ai disordini in Iran?", ha detto Khamenei rispondendo alle parole di Donald Trump a proposito dell'accordo sul nucleare. Nessuna apertura, secondo Kha- menei, è venuta dal quel presidente, anzi "è stato Obama a portare le san- zioni paralizzanti per la nazione iraniana", anche se, "egli non ha potuto raggiungere il suo obiettivo" perché, ha concluso la Guida suprema, "nessun nemico può paralizzare l'Iran".


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