Kim Jong-nam, è giallo



COREA/MISTERO SULL’ASSASSINIO DEL FRATELLASTRO DI KIM JONG-UN. FORSE MORTE LE DUE DONNE KILLER

PECHINO. La morte di Kim Jong-nam si carica di mistero: l'unico punto certo, ne sono convinti il governo e l'efficien- te intelligence sudcoreani, è che il fratellastro maggiore del leader nordcoreano Kim Jong-un sia stato freddato lu- nedì mattina all'aeroporto internazionale di Kuala Lumpur da "agenti chimici letali". Insomma, è stato avvelenato. In un rapporto consegnato al parlamento, i servizi segreti di Seul hanno puntato il dito contro Kim Jong-un, autore di "un ordine permanente" di eliminazione del fratellastro (pare autore a sua volta di una lettera di supplica perché fosse risparmiata la sua vita e quella dei suoi familiari). Un altro tentativo di assassinarlo sarebbe fallito nel 2012 per la "protezione" delle autorità cinesi. Nel corso della giornata si sono diffuse voci contraddittorie, tra cui quella rilanciata dai media nipponici - in base a fonti del governo di Tokyo - della possibile morte (suicidio/omicidio) delle due donne ritenute autrici dell'azione. L'ipotesi è però rientrata in serata a favore dell'arresto, sempre all'aeroporto di Kuala Lumpur, di una donna con passaporto vietnamita dal nome Doan Thi Huong, nata il 31 maggio del 1988, pronta a imbarcarsi per il Vietnam. È stata individuata grazie alle "immagini di sorveglianza del circuito interno" dello scalo malese ed era "sola al momento dell'arresto", ha scritto la polizia in una nota, mentre i media locali hanno riferito che sono ricercati un'altra donna e quattro uomini "coinvolti nella missione". L'autopsia su Kim Jong-nam si è conclusa nei tempi stabiliti, ma la polizia ha comunicato in serata che le cause del decesso non sono ancora chia- rite: "Restano oggetto di indagine", ha rilevato il vice ispettore generale, Noor Rashid Ibrahim. I media locali, come l'Oriental Daily, hanno riferito che funzionari del Nord, opponendosi all'autopsia, avrebbero chiesto invano la consegna del corpo del fratellastro del leader. Mentre secondo le ultime ricostruzioni, Kim, in Malaysia con passaporto falso sotto il nome di Kim Chol dal 6 febbraio e diretto a Macao, avrebbe raccontato di essere stato avvicinato da due donne che gli avevano spruzzato del liquido sconosciuto sulla faccia. La Cina, intanto, sta seguendo gli sviluppi del caso, ha assicurato in conferenza stampa il portavoce del ministerodegli Esteri Geng Shuang, senza confermare i report secondo cui Pechino aveva concesso protezione a lui o alla sua famiglia che, per l'intelligence di Seul, risiede tuttora a Macao. Sui media cinesi, la copertura del caso Kim è ampia ed è in prevalenza limitata alla cronaca. Come per l'agenzia Nuova Cina, la tv di Stato Cctv o Phoenix Tv, o il Jingbao, testata di Pechino del gruppo del Quotidiano del Popolo, organo del Partito comunista cinese. La figura di Kim è stata accostata a quella che una volta era l'eminenza grigia del regime, Jang Song-thaek, zio dell'attuale leader nordcoreano e suo tutore, giustiziato a dicembre 2013 per tradimento. I servizi di Seul ricostruirono l'ipotesi sug- gestiva che avrebbe potuto portare, data l'imprevedibilità del regime, Kim Jong- nam al potere sotto la regia di Jang e la protezione della Cina al fine di avviare un piano di riforme e la graduale apertura del Paese. Le ripetute missioni dello zio a Pechino e l'accentramento tra i suoi uomini di affari un tempo gestiti dai militari spinsero Kim Jong-un a isolare lo zio e a mandarlo davanti al plotone d'esecuzione. A Pyongyang, da dove è partita la protesta contro la condanna del Consiglio di Sicurezza dell'Onu per il missile testato dal Nord domenica, sono pronti i preparativi per i festeggiamenti di oggi dedicati al 75/mo compleanno del 'caro leader' Kim Jong-il, padre dei fratellastri Jong-un e Jong-nam.