Kim sponsor del terrorismo



CASA BIANCA/TRUMP RIMETTE LA COREA DEL NORD NELLA “BLACKLIST”

WASHINGTON. La Corea del Nord torna dopo nove anni nella blacklist Usa degli Stati considerati sponsor del terrorismo. Come Iran, Siria e Sudan. Lo ha deciso Donald Trump, che ha preferito dare l’annuncio non durante il suo recente viaggio in Asia ma ieri, in una riunione del governo alla Casa Bianca. “Oggi gli Stati Uniti designeranno la Corea del nord come uno stato sponsor del terrorismo”, ha tuonato il tycoon, anticipando che sarà formalizzata oggi dal dipartimento di Stato e sarà accompagnata da nuove e più severe sanzioni. “Il livello più alto” mai imposto a Pyongyang, ha promesso. “Avrebbe dovuto succedere molto tempo fa”, ha aggiunto, scaricando per l’ennesima volta la responsabilità dell’attuale crisi sull’Amministrazione Obama. Poi si è scagliato contro un “regime assassino” che “deve mettere fine allo sviluppo del suo programma illegale nucleare e balistico”. Per giustificare la svol- ta, Trump ha accusato Pyongyang non solo di “minacciare il mondo con una devastazione nucleare” ma anche di aver “ripetuta- mente sostenuto atti di terrorismo internazionale”, compreso omicidi in suolo straniero. Il riferimento è all’uccisione all’aeroporto della capitale malese di Kim Jong Nam, il fratellastro del leader nordcoreano Kim Jong Un, ma non ci sono altri episodi noti. Tanto che alcuni esperti, come pure dirigenti Usa coperti dall’anonimato, dubitano che Pyongyang risponda ai criteri per una tale designazione. La mossa appare altamente simbolica, dato che la Corea del Nord è già pesantemente sanzionata a livello in- ternazionale. Per il segretario di stato Rex Tillerson è solo l’ultima di una serie di passi per rafforzare la pressione su Pyongyang e costringerla a sedersi ad un tavolo perché gli Usa hanno sempre “speranza nella diplomazia”. Ma nello stesso tempo è un monito per “fermare e dissuadere” altri Paesi dal sostenere la Corea del Nord, finita nella blacklist “anche per l’uso di armi chimiche”. Ma la mossa potrebbe anche essere controproducente, provocando una risposta di Kim o minando gli sforzi per sollecitare Pechino ad una maggiore pressione su Pyongyang. In ogni caso non aiuta il dialogo diretto tra Usa e Corea del Nord, che sembrava essere stato avviato in modo riservato. Come non aiutano gli scambi di insulti fra Trump e Kim. Pyongyang era stata messa nella lista Usa degli Stati sponsor del terrorismo per aver fatto esplodere nel 1987 un volo della Korean Air uccidendo tutti i 115 passeggeri a bordo. Ma l’amministrazione di George W. Bush l’aveva rimossa sperando di far avanzare i negoziati sulla denuclearizzazione della penisola coreana


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