Kim testa due nuovi razzi a corto raggio



CADUTI NEL MAR DEL GIAPPONE. TIMORI DI SEUL E TOKYO. SILENZIO DA WASHINGTON

WASHINGTON. La Corea del nord ha testato due razzi a corto raggio, apparentemente di nuova progettazione, che sono caduti nel Mar del Giappone dopo aver volato ad una altezza di 50 km, rispettivamente per 430 e 690 km.

Pyongyang aveva già lanciato altri tre missili a breve gittata all’inizio di maggio. Ma questa mossa arriva dopo che a fine giugno Donald Trump aveva stretto nuovamente la mano a Kim Jong-Un, in un incontro senza precedenti nella zona demilitarizzata al confine tra le due Coree (Dmz), concordando di riavviare i negoziativsulla denuclearizzazione. E il giorno dopo la visita in Corea del sud del consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, considerato un ‘falco’.

Finora dagli Usa solo silenzio. Ma i suoi due principali alleati, Seul e Tokyo, sono preoccupati. “Se erano missili balistici, hanno violato le risoluzioni Onu e lo trovo estremamente deplorevole”, ha commentato il ministro della difesa giapponese Takeshi Iwaya, riferendosi alla lunga serie di sanzioni delle Nazioni Unite.

I lanci rappresentano una “minaccia che non aiuta gli sforzi per allentare le tensioni militari nella penisola coreana”, gli ha fatto eco il ministero della Difesa della Corea del Sud, aggiungendo che gli ultimi razzi, partiti dalla città costiera orientale di Wonsan, sembrano nuovi tipi di missili balistici.


“Testando razzi, contestando le esercitazioni e mostrando un nuovo sommergibile, la Corea del Nord sta mandando un messaggio chiaro: potrebbero non esserci colloqui preliminari se gli Usa non presentano una posizione più flessibile”, ha spiegato Kim Hong-kyun, ex inviato sudcoreano per il nucleare.

Trump sostiene di non avere fretta e confida nel buon rapporto

con Kim, con cui continua a scambiarsi ‘lettere d’amore’. Ma le elezioni sono dietro l’angolo e il tycoon ha bisogno di risultati da sbandierare, dato anche lo stallo con l’Iran.

Tanto che nei giorni scorsi il Nyt ha rivelato che la Casa Bianca potrebbe abbandonare la richiesta di una totale denuclearizzazione della Corea del Nord e accettare invece una sorta di “congelamento nucleare”. Scenario per ora smentito dall’amministrazione Usa.

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