L’Afd si spacca, via Petry



GERMANIA/L’ESTREMA DESTRA DOPO IL TRIONFO SI AVVIA VERSO LA SCISSIONE

BERLINO. Che ci fosse aria di burrasca ai vertici di Alternative fuer Deutschland, era trapelato da tempo. Ma nessuno poteva immaginare che il 'redde rationem' si sarebbe consumato davanti alle telecamere, in conferenza stampa, il giorno dopo il più grande risultato elettorale mai ottenuto dal partito. Ieri, pochi minuti dopo aver preso la parola, Frauke Petry, co-portavoce federale dell'Afd, ha annunciato a sorpresa: "Non entrerò a far parte del gruppo parlamentare". Poi si è alzata, ha preso le sue cose e se n'è andata. Il moderatore della conferenza stampa l'ha richiamata al suo posto, invano. Il suo collega, l'altro co-portavoce del partito, Joerg Meuthen, si è scusato con i giornalisti. La conferenza stampa è proseguita. Quando è arri- vato il suo turno, Alice Weidel, candidata alla cancelleria per l'Afd insieme ad Alexander Gauland, ha tagliato corto: "E' un peccato che un talento come Petry prenda questa decisione", ma "lei non vuole parlare con noi da mesi". Poco più tardi, ai microfoni di Ard, Frauke Petry ha regalato un altro colpo di scena: si è proposta come figura di riferimento "per un nuovo inizio di stampo conservatore". I giornalisti le hanno chiesto se parlava di un nuovo partito: "A questa domanda risponderò nei prossimi giorni o nelle prossime settimane", si è schermita. I commentatori immaginano che Frauke Petry, in rotta con Weidel e Gauland da quando il congresso di aprile la mise in minoranza, voglia dar vita ad un gruppo parlamentare autonomo, oppure ad una corrente. Per un gruppo parlamentare autonomo, sarebbero necessari 34 deputati. Poche ore più tardi, Alice Weidel ha assestato il colpo definitivo: "Dopo l'uscita eclatante di Frauke Petry, propongo che la portavoce si dimetta per non provocare altri danni"


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