L’Africa padrona assoluta



MARATONA/TESTA A TESTA PREMIA DESISA (ETIOPIA). KEITANY (KENYA) TRIONFA TRA LE DONNE

NEW YORK. L'Africa si riprende la maratona di New York: in un finale al cardiopalma, l'etiope Lelisa Desisa si è aggiudicato la "corsa più bella del mondo" con un tempo di 2:05:59 mentre la medaglia d'oro per le donne è andata alla keniana Mary Keitany con 2:22:48 e il secondo miglior tempo di sempre per la mezza maratona. Ai vincitori un assegno di centomila dollari. Per la 36enne Keitany è stata la quarta vittoria in cinque anni e il secondo miglior tempo di sempre in una maratona di New York. L'americana Shalene Flanagan, che l'anno scorso le aveva strappato il titolo, è arrivata terza (2:26:22), venti secondi dietro l'altra keniana Vivian Cheruyot. Per Desisa, 28 anni, è stata la prima vittoria a New York, dopo due ori a Boston nel 2013 e nel 2015: l'atleta etiope ha battuto il connazionale Shura Kitata e il keniano Geoffrey Kamworor, il campione uscente. Oltre 52 mila persone, tra questi oltre tremila italiani, si erano presentate alla partenza sul ponte Giovanni da Verrazzano (per la prima volta dalla costruzione nel 1964 con le due 'z' nel nome) per macinare i 42 chilometri della corsa lungo i cinque i 'borough' della Grande Mela tra misure di sicurezza robuste ma discrete alla luce della vigilia delle elezioni di midterm (si vota martedì) a cui l'America arriva insanguinata dalla strage alla sinagoga di Pittsburgh del 27 ottobre. Una giornata climaticamente perfetta - sole, vento leggero e poco meno di otto gradi - ha accompagnato professionisti e dilettanti tra cui alcuni vip (la "Casalinga Disperata" Teri Hatchins, l'attore di "Spotlight" Brian D'Arcy) verso Central Park 'incendiato' dai colori dell'autunno. Lungo il percorso un milione di per- sone hanno applaudito i corridori tra cui sette ragazzi della Comunità di San Patrignano: un incoraggiamento benvenuto lun- go la cosiddetta "Thunder Alley", il falso-piano della First Avenue che per molti maratoneti coincide con il primo vero "muro" della celebre gara. "New York, New York" di Frank Sinatra ha dato il via alla gara mentre sulla metropolitana un "Buona fortuna a tutti i runner" ha salutato i corridori dagli altoparlanti. Per newyorchesi e visitatori la maratona è una grande festa collettiva: si ride, si piange, si canta e si balla. Gli atleti professionisti hanno finito a metà giornata, per altri l'ambita "finish line" può essere un'odissea di oltre otto ore. I primi a tagliare il traguardo sono stati gli atleti sulle sedie a rotelle: Daniel Romanchuk, 20 anni di Chicago nato con la spina bifida, ha chiuso in 1:36:21. Tra le atlete paraolimpiche, Manuela Shaer ha vinto con 1:50:27.


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