L’Aisa premia Milione



ST JOHN’S UNIVERSITY/CONFERENZA SUGLI ITALIANI IN AMERICA

NEW YORK. Si è tenuta lunedì scorso alla St John’s University, nel Queens, la seconda “St. Joseph’s Celebration Conference” organizzata dall’American Italian Socio-Historical Association (AISA) con Chair Louis Gesualdi, professore al College of Professional Studies di St John’s. Il ricco programma della giornata ha visto protagonista il dottor Vincenzo Milione, del John D. Calandra Italian American Cultural Institute, City University of New York, Board Member dell’AIAE (Association of Italian American Educators) nonché autore del libro “Forty Years of Italian-American Government Employment in New York City and New York State”, premiato dall’American Italian Socio-Historical Association per il fondamentale contributo negli studi italoamericani. “Per me è un onore essere qui - ha commentato il professor Milione - è sempre bello vedere vecchi amici e conoscenti riuniti per parlare e rappresentare l’Italian-American community. Sono felice per il premio ricevuto, ho investito tempo ed energia per la comunità italoamericana e sono orgoglioso del lavoro svolto in questi anni”. L’American Italian Socio-Historical Association ha anche voluto onorare la memoria del collega scomparso di recente, il dottor Lez Edmond, per il suo impegno decennale a difesa dei diritti umani. A ricevere il premio è stata la figlia, dottoressa LezAnne Edmond, che con un commovente discorso ha descritto la sua determinazione e la passione paterna per il lavoro svolto. La conferenza ha visto protagonisti anche Joseph V. Scelsa, dell’Italian American Museum, che ha parlato in maniera dettagliata del “St. Joseph’s Day”, ma anche Jerome Krase del Brooklyn College, relatore per “The Italian of Brooklyn Revisited”. Natasha Moses Gra- duate Assistant a St John’s University ha presentato l’idea di “An Italian American Website” che permetterà di avere una piattaforma online in cui si discuta di America, Italia e degli eventi Italoamericani che avranno vita in futuro. Proprio riguardo a questa iniziativa il professor Milione ha espresso il suo parere: “Se nel passato bisognava comunicare attraverso radio, giornali, volantini e passaparola, ora grazie ad internet abbiamo questa incredibile opportunità di informazione che permette di far sapere a chiunque delle nostre attività. Sono entusiasta dell’idea di un sito internet per l’American Italian Association e spero che prenderà presto vita”. Proprio il professore Vincenzo Milione ha intrattenuto l’uditorio con la relazione su “Forty Years of Italian-American Government Employment in new York City and New York State”. Sin dai primi immigrati fino al giorno d’oggi gli italoamericani hanno avuto grande interesse e un ruolo principale nella storia del lavoro negli Usa. In particolare il professor Milione ha enfatizzato l’attività degli italoamericani nel governo di New York City e di New York State dal 1980 al 2010: “Gli italoamericani si sono imposti in modo professionale come ingegneri civili, farmacisti, assistenti medici, vigili del fuoco, agenti immobiliari ed ispettori edili. In particolare è giusto sottolineare l’educazione raggiunta: si passa dal 1980 dove il 36.9% degli uomini e il 40.1% delle donne aveva un titolo di studio inferiore a quello dell’High School, al 2010 quando solo il 13.5% degli uomini e il 14.1% delle donne possedeva la stessa educazione”. Inoltre la percentuale di italoamericani che ha ottenuto un bachelor è raddoppiata nella popolazione maschile e quadruplicata in quella femminile. Grazie a questi obiettivi raggiunti il livello occupazionale per gli italoamericani - ha continuato Milione - si è elevato notevolmente, trasferendosi dalla manovalanza a posizioni manageriali”. Il professor Milione ha ribadito i significativi cambiamenti dal punto di vista educativo e professionale. Negli ultimi 30 anni il numero dei laureati è triplicato ed è quadruplicato quello delle laureate. Gli studi post-graduate nell’area di New York sono triplicati e gli italo-mericani anno invertito il trend della sotto-occupazione degli Ottanta e Novanta con l’avvento del Duemila e specialmente nel 2010, in cui si è pareggiato il numero degli occupati tra manovalanza (settore operaio) e impiego pubblico. Nonostante la popolazione italoomericana sia diminuita, la comunità ha comunque ottenuto esaltanti risultati con i giovani delle seguenti generazioni che sono entrati nel mondo del lavoro nel servizio civile,spesso con ruoli manageriali, “che riflette la spinta aggressiva delle organizzazioni italo-americane inclini a reclutare giovani impiegati dalla comunità”. Parlando di occupazione e di italiani, il professor Milione dispensa un consiglio anche ai giovani italiani che vogliono venire in America a lavorare: “Quale tipo di lavoro può trovare un italiano a New York? Beh, sicuramente i tempi sono cambiati, se prima chiunque arrivasse in America un lavoro lo trovava (anche se spesso si trattava di lavori di manovalanza o di basso rango sociale), ora è un po’ diverso, serve una preparazione universitaria e bisogna darsi da fare, ma di sicuro come dico anche dalla mia presentazione, le agenzie governative sono il riferimento perfetto per trovare un’ottima oc- cupazione”.


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