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L’Alitalia di nuovo a rischio chiusura



L’ALLARME È STATO LANCIATO DAI PILOTI E DAGLI ASSITENTI DI VOLO CHE MINACCIANO LO SCIOPERO

ROMA. Ad Alitalia serve una soluzione al più presto o si rischia di arrivare troppo tardi. Tra trenta giorni scadono infatti la cig, il contratto e la procedura di vendita, e per metà dicembre va restituito il prestito, ma il Governo non ha ancora concretizzato gli annunci. Per questo la neonata Federazione nazionale del trasporto aereo (Fnta), che riunisce i piloti e gli assistenti di volo delle sigle professionali Anpac, Anpav e Anp, lancia l'allarme e si dice pronta ad avviare una mobilitazione che può arrivare allo sciopero, se il Governo non interviene al più presto. "Per quanto i risultati estivi siano stati positivi, le perdite consolidate al momento sono di 300 milioni e la compagnia chiuderà l'anno con perdite tra 400 e 500 milioni", spiega il coordinatore della nuova Federazione Stefano De Carlo, segretario esecutivo dell'Anpac. "La situazione è tale che confrontando questi numeri con la cassa, pari a 700 milioni, a gennaio è tutto finito, i soldi non ci sono più", avverte la Federazione, che per questo chiede al Governo di produrre delle "soluzioni in tempi molto rapidi: siamo già quasi oltre il tempo massimo. Un altro inverno noi abbiamo molti dubbi che Alitalia riesca a sopravvivere". Il 31 ottobre si concentrano tre scadenze: la cig, che coinvolge circa mille dipendenti; il contratto; e la procedura di vendita. Inoltre, entro il 15 dicembre van- no restituiti i 900 milioni più interessi del prestito ponte, sul quale è aperta peraltro un'indagine dell'Ue. Il Governo, però, non ha ancora precisato come intenda tradurre la volontà di tenere il 51% in capo all'Italia. "La nazionalizzazione? La auspichiamo, ma come e con quali risorse è tutto da individuare", osserva Massimo Muccioli dell'Anpav. "La situazione è diventata pericolosissima, sembra che tutto vada bene, ma non è ancora stato fatto nulla e questo ci preoccupa molto", aggiunge Marco Veneziani dell'Anp. Ecco perché se non arriva una risposte dal Governo entro il 31 ottobre, la Federazione del trasporto aereo è pronta ad avviare una fase di mobilitazione che può arrivare allo sciopero. Ma oltre al dossier Alitalia, sul tavolo della neonata Fnta, cui aderiscono 3200 naviganti nelle varie compagnie di cui circa 1100 in Alitalia, c'è la "situazione difficile" di tutto il settore, alle prese con tanti "problemi seri", dai molti contratti da rinnovare alle soluzioni da individuare sul tema pensioni.


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