L’America non crede ai media



SONDAGGI/METÀ DEL PAESE PENSA CHE TRUMP SIA VITTIMA DELLE FAKE NEWS

WASHINGTON. Apparente crisi di credibilità per i grandi media americani, nonostante ogni giorno svelino qualche magagna della Casa Bianca. Secondo un sondaggio di Politico, autorevole testata non certo tenera con Trump, e Morning Consult, una società di ricerca apartitica, quasi la metà degli americani (il 46%) crede che i media fabbrichino storie sul presidente e la sua Amministrazione. Solo il 37% è di avviso contrario mentre il 17% è indeciso. Le percentuali cambiano a seconda del- l'appartenenza politica: a credere che i media inventino storie su Trump è il 76% dei repubblicani (solo l'11% non lo pensa) e l'85% di quelli che appro- vano fortemente l'operato del tycoon, cioè la sua base elettorale. Ma sorprende vedere che tra gli indipen- denti la percentuale è del 44% e che anche tra i democratici c'è un 20% che diffida del Quarto Poter Naturalmente Trump gongola e cavalca il sondaggio, anche se non lo menziona direttamente: "Alla fine stanno affondando. Il 46% delle persone crede che i grandi network fabbrichino storie su di me. Fake news, anche peggio!", cinquetta su Twitter, dove non passa giorno che non attac- chi i grandi network come la Cnn o il New York Times per diffondere presunte notizie false o per ignorare i presunti record della sua amministrazione. "Al momento, la disonestà nei media è una delle cose che mi ha sorpreso di più", ha ribadito in una recente intervista radio. "Pensavo - ha aggiunto - che dopo la mia vittoria, i media sarebbero diventati più stabili e onesti ma sono impazziti. La Cnn è una burla. La Nbc è una burla totale". Nei giorni scorsi era addirittura arrivato a minacciare la revoca della licenza per la Nbc per aver diffuso la notizia che il segretario di stato Rex Tillerson lo aveva definito un "deficiente". "Gli elettori, in particolare i fan di Trump, sono diventati disincantati con i media nazionali", spiega Kyle Dropp, cofondatore di Morning Consult e capo dell'ufficio ricerche, sottolineando che "persino il 20% dei democratici pensa che i media nazionali fabbrichino storie su Trump e la sua amministrazione". Eppure se c'è qualcuno che sembra inventare storie, secondo i media, è proprio Trump, a partire dalle vecchie accuse ad Obama di non essere nato in Usa. Mentre i grandi media, orgogliosi della loro tradizione di 'cani da guardia' del potere, non perdonano nulla al tycoon e alla sua Amministrazione. E si deve agli scoop di alcune testate se Trump ha dovuto fare qualche marcia indietro: come sulla designazione dello zar dei farmaci, o il siluramento di qualche membro della sua amministrazione, dall'ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn al ministro della Sanità Tom Price. Ma nell'epoca dei social e delle fake news anche i media rischiano di rimanere travolti dai quotidiani contrattacchi di Trump.


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