L’assassino era il tunisino suicida


MAZARA DEL VALLO/ANGELO E RITA UCCISI DA BEN SAADA OUAJIDI PER UN DEBITO DI DROGA


PALERMO. La caccia all'uomo si è conclusa lunedì con il ritrova- mento del corpo di Ben Saada Ouajidi, 34 anni, tunisino, morto suicida nella sua abitazione di Marsala.

Gli investigatori non hanno dubbi: è stato lui ad accoltellare e uccidere Angelo Cannavò e Rita Decina, coppia di 30 e 29 anni, assassinati a Mazara del Vallo (Tp), nel popoloso quartiere di "Mazara due", venerdì scorso. Un delitto efferato che, secondo gli inquirenti, sarebbe legato a un debito per droga non saldato.

La polizia sospettava del tun sino dopo che nella casa delle vit- time era stato trovato un tablet la cui scheda sim era intestata al nordafricano.

Ben Saada Ouajidi doveva del denaro ad Angelo Cannavò nella cui abitazione sono state seque- strate diverse dosi di droga pronte per la vendita: non è escluso che il tablet possa essere stato consegnato come pegno di un debito.

A incastrare il nordafricano anche le immagini delle videoca- mere che l'hanno ripreso mentre arrivava e poi si allontanava dal- la casa delle vittime proprio nell' intervallo di tempo in cui, secon- do il medico legale, sarebbero sta- te uccise.

Rita Decina, prima di morire, aveva tentato di scrivere con il sangue sul muro del ballatoio dove è stata trovata, le iniziali dell'assassino. La scritta, però, non era chiara: probabilmente la donna ha perso conoscenza e non è riuscita a completarla.

Secondo le ricostruzioni della polizia, Rita avrebbe assistito alla lite tra il suo uomo e Ben Saada Ouajidi e sarebbe stata uccisa mentre cercava di fuggire per le scale.

Durante la perquisizione effet- tuata nell'abitazione del tunisino gli agenti della scientifica di Pa- lermo hanno sequestrato un col- tello compatibile con quello uti- lizzato per il duplice omicidio e abiti sporchi di sangue. Tracce di sangue sono state trovate pure sulla sua auto. I corpi di Canna- vò e della compagna furono tro- vati venerdì mattina. Su entrambi

i cadaveri il medico legale trovò segni di colluttazione, oltre che ferite evidenti da arma da taglio: si ipotizzò subito che i due aves- sero cercato di contrastare l'ag- gressore.

Le vittime vivevamo al terzo piano della palazzina popolare, in una situazione di disagio eco- nomico e di estrema precarietà. Cannavò aveva piccoli prece- denti per droga, aspetto sul qua- le si sono concentrate subito le indagini. La coppia negli ultimi giorni aveva ospitato il fratellastro di otto anni della donna. Il bambino, figlio della madre natu- rale della vittima, al momento del delitto non era con le vittime per- ché si trovava per il pranzo al Boc- cone del povero, la mensa cui si rivolgono gli indigenti di Mazara del Vallo.


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