L’epidemia rallenta, Rt a 2.08

MA ANCORA 827 DECESSI. 28.352 NUOVI POSITIVI. CALO DELLE INTENSIVE





di Manuela Correra

ROMA. Diminuiscono i nuovi casi di Covid-19 e, soprattutto, calano i ricoverati in terapia intensiva per il secondo giorno consecutivo e scende l’indice di trasmissibilità Rt a 1.08 - con valori medi tra 1 e 1,25 nella maggior parte delle Regioni - ma continua ad aumentare il numero dei decessi che passano dagli 822 di giovedì agli 827 nelle ultime 24 ore. La situazione epidemiologica in Italia conferma iniziali segnali di miglioramento grazie alle misure restrittive prese, ma l’incidenza dei nuovi casi - pur in calo - resta ancora troppo alta, così come il carico sugli ospedali. Gli ultimi dati del monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità e ministero della Salute, così come i numeri del bollettino quotidiano sull’epidemia, rappresentano un monito a non abbassare la guardia ed a non rilassare le misure in atto, perchè la situazione nel Paese resta grave e 10 regioni sono considerate a rischio alto di un’epidemia non controllata. Sono infatti 28.352 i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore (contro i 29.003 di giovedì), ma le vittime sono 827. Gli attualmente positivi scendono di 7.952 unità, mentre i guariti o dimessi sono 35.467. I tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore sono in totale 222.803 ed il rapporto tra nuovi casi e test si assesta al 12,7% (giovedì era al 12,5%) . Un segnale positivo riguarda le terapie intensive: per il secondo giorno consecutivo, infatti, diminuiscono i pazienti ricoverati che passano dai 3.846 di giovedì a 3.782. Ancora in calo, per il quarto giorno consecutivo, anche i ricoverati in area medica che dai 34.038 di ieri passano a 33.684. Prime indicazioni di un trend in miglioramento che, tuttavia, non devono indure ad un rilassamento “prematuro” delle misure, è l’avvertimento di Iss e ministero nel monitoraggio settimanale. La velocità di trasmissione dell’epidemia in Italia, si spiega infatti nel Rapporto, sta rallentando ed ha raggiunto livelli di Rt prossimi a 1 in molte Regioni/PA. Inoltre, per la prima volta da molte settimane, l’incidenza calcolata negli ultimi 15 giorni è diminuita a livello nazionale: è pari a 706.27 casi per 100,000 abitanti nel periodo 9/11-22/11 contro 732,6 per 100,000 abitanti nel periodo 2/11-15/11, anche se in diverse Regioni si continua a segnalare un’incidenza in aumento. Questi dati sono definiti nel Rapporto “incoraggianti” e segnalano l’impatto delle misure di mitigazione. L’incide rimane tuttavia ancora troppo elevata per permettere, si avverte, “una gestione sostenibile, pertanto sarà necessario raggiungere livelli di trasmissibilità significativamente inferiori di 1 consentendo una rapida diminuzione nel numero di nuovo casi e, conseguentemente, una riduzione della pressione sui servizi sanitari territoriali ed ospedalieri”. Rimane inoltre elevato il numero di Regioni/PA che sono state classificate a rischio alto e/o equiparate a rischio alto. Al 24 novembre, inoltre, 17 regioni avevano superato almeno una soglia critica in area medica o Terapia intensiva e nel caso si mantenga l’attuale RT, quasi tutte le Regioni/PA hanno una probabilità maggiore del 50% di superare almeno una di queste soglie entro il prossimo mese. Ed anche se in 5 regioni non si registra attualmente un sovraccarico oltre la soglia critica del 30% dei posti letto Covid occupati per le terapie intensive (Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia, Veneto) ed in 7 non si registra alcun sovraccarico oltre la soglia critica del 40% per i posti letto Covid occupati in area medica (Basilicata, Molise, PA Bolzano, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto), ciò non deve indurre a trascurare il rischio, tanto più in vista delle festività natalizie, avverte il il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza.

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