L’eredità di Pioli

MILAN/Il tecnico ha portato in società la mentalità vincente e la voglia di dominare



MILANO. Se fra quattro partite arriverà il suo capolinea, Stefano Pioli sa di aver già lasciato un'eredita di non poco conto al Milan del futuro. "La mentalità, la voglia di provare a essere padroni delle partite, la consapevolezza di avere ottime qualità", sono gli elementi che l'allenatore è sicuro di aver costruito nei dieci mesi di lavoro a Milanello, iniziati anche con qualche difficoltà, di fronte alla quale l'ad Ivan Gazidis a fine 2019 ha individuato Ralf Rangnick come il manager ideale a cui affidare la rinascita. L'exploit dopo il lockdown ha riavvicinato il quinto posto che vale l'Europa League senza tre turni di qualificazione, e allo stesso tempo ha creato qualche imbarazzo nella gestione dell'ennesima rivoluzione rosso-nera. Secondo alcune ricostruzioni, questi sono giorni di riflessioni. Secondo altre, l'arrivo di Rangnick è definito e verrà annunciato subito dopo la fine del campionato. Pioli intanto, alla vigilia della trasferta con il Sassuolo, rivendica il lavoro suo e dei giocatori. "Calcolando da inizio 2020, siamo quarti se non terzi in classifica: è un lungo periodo che ci vede protagonisti di prestazioni ad altissimo livello - ha osservato - È un grande segnale che la squadra sta dando per il presente e anche per il futuro: tanti giocatori stanno dimostrando di essere all'altezza di un club così importante". Dopo sei vittorie e due pareggi, ora l'ostacolo è rappresentato dalle due squadre più in forma della Serie A, Sassuolo e Atalanta. "Stiamo correndo forte, fare più punti di quelli fatti finora sarebbe stato difficile anche solo da prevedere ma siamo sempre al settimo posto - ha notato Pioli -. Il serbatoio è ancora messo bene, non siamo in riserva. Quattro partite sono ancora tante, nelle prossime due dobbiamo dimostrare di essere una grande squadra". Si prepara alla sesta partita da titolare in 18 giorni Zlatan Ibrahimovic. "È un punto di riferimento. La squadra ha bisogno di Ibra dall'inizio ma giochiamo ogni due giorni e quindi deve stare bene", ha chiarito Pioli, destinatario sabato sera delle urla dello svedese, infuriato per la sostituzione dopo non essere riuscito a prendere parte al festival del gol con il Bologna. Il principale ostacolo alla sua conferma è l'ingaggio, non in linea con i parametri della società (che ha ufficializzato la cessione di Suso al Siviglia, e incasserà 24 milioni di euro). Gianluigi Donnarumma parla invece come se non ci fossero dubbi sul proprio futuro: "Voglio diventare il migliore portiere e vincere più titoli possibili con il Milan". Intanto, a 21 anni, contro il Sassuolo giocherà la sua duecentesima partita in rossonero.