L’Europa attende Trump


ELEZIONI/L’UE VUOLE CONTINUARE L’AMICIZIA CON GLI USA SU “VALORI COMUNI”


BRUXELLES. L'Europa "non può dedicarsi ad essere preoccupata" per Trump e le sue scelte. La Ue "deve essere occupata a risolvere i suoi problemi" della crescita economica e dell'immigrazione, sui quali l'Italia sta spingendo, e "non essere preoccupata di quello che succede dall'altra parte dell'Atlantico". E' il messaggio di Paolo Gentiloni dopo la cena informale dei ministri degli esteri convocata da Federica Mogherini nella sede del Seae, il 'ministero degli esteri' europeo a Bruxelles. I 28, ha sottolineato Mogherini, hanno concordato che non c'è alternativa a "continuare con la stretta amicizia ma sulla base dei valori e degli interessi europei" su clima, commercio, accordo sul nucleare iraniano e flussi migratori ma intanto già da domani i ministri degli esteri e della difesa cercheranno di fare passi avanti per la sicurezza comune. Dopo la Brexit e la vittoria di Donald Trump "il discorso di un'Europa più integrata, cominciando ma- gari da una Schengen della difesa, è di grande attualità, ma se l'Europa non reagisce e resta aggrovigliata, è difficile: questa è l'ultima chiamata", aveva detto Gentiloni prima di sedersi alla cena di stasera. L'alto rappresentante, ancora in assenza di contatti diretti fra istituzioni Ue e Trump (che di europei per ora ha incontrato solo l'eurofobico Nigel Farage), ha messo sul tavolo la necessità di continuare a collaborare con un partner storico come gli Usa e di dare tempo a Trump di assestarsi. Ma dopo l'elezione del tycoon alla Casa Bianca, i 27 dovranno trovare nella sicurezza comune il minimo comun denominatore. La prospettiva è tuttavia piena di incertezze. "Tutti dicono che ci sarà sicuramente differenza tra quanto detto in campagna elettorale e quanto farà da presidente, ma in realtà nessuno sa cosa succederà con Trump e l'idea è quella di farsi scenari", hanno spiegato a Bruxelles prima della cena, disertata da Boris Johnson (la Gran Bretagna punta a un rapporto bilaterale con la nuova America) e dal ministro dell'ungherese Orban. Quanto grandi siano i timori è tornato a farlo capire il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. In un 'op-ed' al Guardian ha lanciato un appello: "In questi tempi di incertezza abbiamo bisogno di una leadership americana forte, ed abbia- mo bisogno che l'Europa sostenga la sua giusta parte del fardello" dei costi della difesa. Ma visto che la partnership tra Europa e Usa è "indispensabile", "invece di approfondire le differenze dobbiamo avere la saggezza di lavorare insieme", perché "isolarsi non è un'opzione, né per l'Europa né per gli Usa". E quello attuale, con "le più grandi sfide alla nostra sicurezza" dalla fine della Guerra Fredda, "non è il momento di mettere in dubbio il valore della partnership Europa-Usa". Qualcosa tra le due sponde dell'Atlantico cambierà. "Quando un presidente viene eletto con uno slogan che dice 'America First' certamente qualcosa cambia", ha osservato Gentiloni, che però in serata ha aggiunto: "Francamente tutte queste preoccupazioni le ritengo poco giustificate". E poi un diverso atteggiamento di Trump verso la Russia sarebbe il benvenuto per l'Italia. "Magari" il nuovo presidente riu- scisse ad "avere rapporti più distesi" con Mosca, ha auspicato il titolare della Farnesina. Peccato che la stessa ipotesi susciti invece inquietudini a Est e nei paesi baltici


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