L’Europa divisa sui migranti

HELSINKI/L’ASSE PARIGI-BERLINO SI SCONTRA CON SALVINI E IL MINISTRO MALTESE



di Matteo Guidelli

HELSINKI. A parole sono tutti d’accordo: serve più solidarietà e più responsabilità da parte degli Stati di fronte ad una questione che non può essere affrontata I numeri dell’Oim (Onu),con scelte singole. Ma nei fatti l’Europa aggiornati al 14 luglioresta divisa sui migranti, incapace di trovare una soluzione che metta al primo posto l’unica cosa che davvero conta: evitare che migliaia di persone finiscano in fondo al Mediterraneo; fare in modo che chi in mare scappa dalla Libia fuggendo da guerre e possa raggiungere l’Europa in modo sicuro e legale. Dal vertice informale dei ministri dell’Interno dei 28 paesi dell’Ue riuniti ad Helsinki arriva dunque l’ennesimo nulla di fatto, con un’unica nota positiva: la consapevolezza che, come dice lo stesso commissario uscente alle migrazioni Dimitri Avramopoulos, “non possia- mo continuare così in futuro, affrontando la situazione caso per caso nel Mediterraneo”. Al di là di questo, però, le posizioni restano lontane. Divisioni che sono emerse già nella cena ufficiale di mercoledì sera quando l’asse Parigi-Berlino ha provato a mettere sul tavolo un documento con una serie di proposte tra cui quella che ha dato il via allo scontro con Matteo Salvini e con il ministro maltese Michael Farrugia: i migranti salvati nel Mediterraneo devono sbarcare nel porto sicuro più vicino. Vale a dire Italia e Malta. Solo dopo lo sbarco e l’identificazione si procederebbe ad una redistribuzione. Ma solo di coloro che hanno diritto all’asilo, mentre tutti gli altri migranti resterebbero nei centri in attesa di essere rimpatriati. Una proposta che Matteo Salvini ha respinto al mittente giudicandola “inammissibile”: “Non firmerò mai un documento in cui c’è scritto che il porto di sbarco deve essere quello più vicino”. Il perché è chiaro: il rischio, dicono dal Viminale, è non solo di quello di doversi sobbarcare tutto il peso degli arrivi ma anche di dover gestire anche tutti gli altri migranti ai quali verrà respinta la domanda d’asilo. La controproposta italo-maltese - “è la prima volta che c’è una proposta mediterranea che ha raccolto il consenso anche altri paesi” ha detto Salvini - punta invece su hotspot in tutti i paesi, redistribuzione obbligatoria dei migranti, rimpatri gestiti a livello europeo o ripartiti tra i 28, più espulsioni attraverso la creazione di una lista di ‘paesi sicuri’ in modo che chi proviene da quei paesi sarebbe rimpatriato automaticamente, un’ulteriore stretta sulle Ong. “Le priorità sono le espulsioni e la protezione delle frontiere esterne”, ha ribadito Salvini che proprio su quest’aspetto ha concordato con Slovenia e Croazia di dar vita ad una cooperazione che consenta un mag- gior controllo della rotta balcanica. Le proposte italiane sono finite in un documento che chiede una “complessiva revisione” delle politiche migratorie, a partire proprio dalle regole sul salvataggio in mare. “Fatta salva la necessità di proteggere la vita umana e fornire assistenza a qualsiasi persona in difficoltà” si legge, vanno riviste le regole Sar perché “è ormai dimostrato che i trafficanti sfruttano le regole della Sar per facilitare la loro attività cri- minale”. Posizioni inconciliabili, almeno per il momento, come ha sottolineato Christophe Castaner ammettendo che “l’accordo non c’è”. “Salvini - ha detto il ministro dell’Interno francese - difende le sue posizioni politiche, che sono legittime. Ma anche le mie posizioni sono altrettanto legittime e sono differenti. L’iniziativa franco-tedesca è anche un’iniziativa di solidarietà per l’Italia e per Malta e quello che mi interessa è evitare che gli uomini e le donne muoiano in fondo al mare”. Per tentare di uscire dall’empasse, i tecnici di Italia, Germania, Francia e Malta si vedranno nelle prossime settimane, in vista di un mini vertice a quattro convocato a settembre a La Valletta. Che però dovrà partire da quel che ha ribadito ai giornalisti Avramopoulos: “dobbiamo convincerci a pensare e agire in una modalità euro- pea. Se si segue solo l’interesse nazionale ci saranno sempre grossi problemi”

ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA