L’Europa verso Mercurio



LA SONDA BEBI COLOMBO PER ESPLORARE IL PIANETA PIÙ MISTERIOSO

KOUROU (Guyana Francese). Una missione speciale e unica e dall’obiettivo misterioso, Mercurio, il pianeta più piccolo del Sistema Solare, il più stravagante e il meno studiato: è tutto questo Bepi Colombo, la prima missione dell’Europa su Mercurio il cui lancio è previsto nella notte fra il 19 e il 20 ottobre, alle 3,45, dalla base europea di Kourou (Guyana Francese) con un razzo Ariane 5 Eca. Nata dalla collaborazione fra le agenzie spaziali di Europa (Esa) e Giappone, Bepi Colombo è dedicata al matematico italiano Giuseppe (Bepi) Colombo, i cui calcoli hanno gettato le basi per la prima missione su Mercurio, l’americana Mariner 10. L’Italia è in prima fila anche con Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), università Sapienza di Roma, e con la sua industria. La Thales Alenia Space (Thales-Leonardo) è infatti coprimo contraente con la tedesca Airbus Defence and Space per alcuni sistemi del modulo europeo Mpo (Mercury Planetary Orbiter), fra cui il controllo termico: una vera e propria sfida tecnologica, considerando che il modulo orbiterà per un anno vicino a Mercurio, come nessun altro veicolo ha mai fatto finora, sopportando temperature che oscillano da 430 a meno 180 gradi. “Bepi Colombo non è solo un’altra missione, ma qualcosa di molto speciale”, ha detto il direttore generale dell’Esa nel centro di controllo a Kourou. “Esiste un forte legame fra scienza, tecnologia e conoscenza e Bepi Colombo ne è un esempio perché - ha aggiunto - Mercurio è un pianeta molto speciale, la cui esplorazione richiede tecnologie e operazioni complesse dovute alle sue condizioni estreme”. Per Stephane Israel, amministratore delegato di, Arianespace, Bepi Colombo è una missione complessa, che prima di raggiungere Mercurio affronterà un viaggio di sette anni e nove miliardi di chilometri, alla velocità di 60 chilometri al secondo. Lo farà con un sistema di propulsione elettrica solare mai sperimentato finora in un viaggio verso il Sole. Il veicolo dovrà frenare continuamente per sottrarsi all’attrazione del Sole e nello stesso tempo prendere la spinta dalla Terra, da Venere e da Mercurio. Una volta a destinazione i quattro moduli si separeranno per cominciare le osservazioni, ha spiegato il direttore dell’Esa per la scienza, Guenther Hasinger. Durante il viaggio saranno uniti, come in una matrioska, all’interno del veicolo chiamato Mcs (Mercury Composite Spacecraft). Qui un altro modulo realizzato dall’Esa, Mtm (Mercury Transfer Module), racchiude i due satelliti che orbiteranno intorno a Mercurio: l’europeo Mpo, che sarà vicino al pianeta, e il giapponese Mmo (Mercury Magnetospheric Orbiter), più esterno. I giapponesi lo chiamano Mio, una parola che indica una direzione nuova, ha detto Hitoshi Kuninaka, vicepresidente della Jaxa. Nella matrioska c’è anche lo scudo termico Mosif (Mmo Sunshield and Interface Structure), costruito dall’Esa. Sono in tutto 16 gli strumenti della missione e, degli 11 a bordo del modulo europeo Mpo, quattro sono italiani: faranno una sorta di scansione di Mercurio, dal nucleo all’atmosfera, e utilizzeranno questo pianeta minuscolo esposto alla gigantesca gravità del Sole per fare l’esame più dettagliato della teoria della relatività di Einstein


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA