L’industria rallenta a gennaio



ISTA/L’INDICE SULLA PRODUZIONE SEGNA UN CALO DELL’1,9% RISPETTO A DICEMBRE

ROMA. Dopo la rincorsa di fine anno, l'industria italiana riprende fiato e rallenta, almeno su base mensile. L'indice Istat sulla pro- duzione di gennaio segna infatti un calo dell'1,9% rispetto a dicembre (quando aveva fatto un balzo del 4,9% sull'anno), ma è un passo indietro che non spaventa, visto l'aumento del 4% su base annua. Nessun effetto negativo neanche sul trimestre, nella media di novembre-gennaio l'indice continua a crescere e sale dell'1%. Gli aumenti più significativi sono nella produzione di beni di consumo (+8,6%), strumentali (+7,6%) e intermedi (+6,2%). In marcato calo è invece l'energia (-15,1%). I comparti più in crescita rispetto allo scorso anno sono quelli della metallurgia e prodotti in metallo (+14,1%), le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+11,1%) e le altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (+8,4% ). I cali maggiori si registranoinvece nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria (-17,1%), nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati e nell'attività estrattiva (entrambi -3,5%). I dati odierni "sembrano confermare il consolidamento del processo di crescita del manifatturiero", commenta fiducioso il segretario confederale della Cisl, Angelo Colombini, facendo notare che la maggiore crescita su base annua "si vede proprio nei settori storicamente trainanti dell'industria italiana". Positiva anche la segretaria confederale della Uil, Tiziana Bocchi, che ritiene necessario rendere strutturale questa crescita. Sebbene più marcato del previsto, il calo non preoccupa l'economista di Intesa Sanpaolo, Paolo Mameli, che rassicura: "la tendenza annua mantiene un tono più che espansivo, anzi fa segnare il diciottesimo mese consecutivo di espansione, la striscia positiva più lunga da oltre 10 anni". Di risultati "altalenanti" parla invece il presidente dell'Unione nazionale consumatori, Massimo Dona, che aspetta però i prossimi mesi per valutare il trend. Anche nei dati sul commercio estero torna a far capolino qualche segno meno. A gennaio, fra esportazioni e importazioni, niente surplus, ma un disavanzo di 87 milioni (erano 575 nel 2017). Rispetto a dicembre, i flussi commerciali sono in diminuzione: -4,4% per l'import e - 2,5% per l'export. Entrambi però aumentano "significativamente" su base annuale (+9,5% esportazioni e +7,8% importazioni).


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