L’Ira dell’acqua stravolge i paesi


MALTEMPO/IL SAVONESE IN GINOCCHIO, SPARISCE LA TERRA, COLTIVAZIONI DISTRUTTE


CISANO SUL NEVA (Savona). L’ira dei torrenti stavolta non ha preteso in Liguria vite umane come era successo nel 2011 e nel 2014 ma ha cambiato faccia ai piccoli paesi del Savonese e della Valbormida dove la terra è cibo e lavoro: Bardineto, Calizzano, Cisano sul Neva, Millesimo, Borghetto Santo Spirito, Tovo San Giacomo, Pietra Ligure, Cairo, Cengio, Ortovero, Albenga e tanti, tanti altri. Danni che, ha spiegato il governatore ligure Giovanni Toti, devono essere quantificati ed entro lunedì partiranno i sopralluoghi dei tecnici della Protezione civile nazionale per la conta. Coltivazioni massacrate dal fango, ponti crollati, strade allagate: la ricchezza di questa terra, ovvero l’acqua, si è trasformata in una condanna nel giro di poche ore quando cioè i torrenti (il Bormida, il Neva, il Maremola, il Varatella, l’Arroscia), si sono gonfiati tanto da mangiarsi gli argini per colpa di livelli di pioggia raggiunti solo nell’alluvione del ’94. “E’ stato terrificante” ha detto il sindaco di Pietra Ligure Dario Valeriani ricordando l’onda di piena del Maremola che ieri ha esondato alle 16.35. Cisano Sul Neva ha vissuto istanti di terrore quando il torrente ha ruggito e si è in- ghiottito una parte del ponte. “Ricordo di aver urlato ‘Andatevene via, via di lì’ perché vedevo che qualcuno si stava avvicinando” ricorda uno degli abitanti di Cisano che ha ancora negli occhi “l’acqua che non è riuscita a spaccare il ponte e che per questo si è abbattuta sull’argine portandoselo via con un pezzo di strada”. E Cairo Montenotte una ventina di persone, rimaste bloccate nella stazione sono state portate via con un treno fino a Ceva mentre il paese veniva percosso dalla violenza dell’acqua che ha provocato smottamenti e allagamenti. Rocca- vignale, in tutto 11 frane. Ma il Bormida è esondato anche a Rocchetta, Bragno e Carcare, a Cengio, a Pallare, a Cosseria. Alla fine sono state 140 gli sfollati, 14 le strade chiuse, decine e decine le frane, molti i ponti lesionati o crollati, almeno cinque i comuni in black out idrico e elettrico. Non va meglio nell’imperiese dove sei piccoli centri sono isolati e 20 persone sfollate. Oggi in Valbormida, potrebbe esserci un nuovo sopralluogo: col governatore Toti potrebbe esserci il premier Matteo Renzi, che sarà a Genova e Savona. Domani: perché, come ha detto il capo della protezione civile Fabrizio Curcio, occorre attendere “la fine della coda dell’emergenza” prima di fare la conta dei danni perché la confluenza tra Tanaro e Bormida fa ancora paura. Per questo, deve passare questa nottata.


ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA