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L’Iran sviluppa missili nucleari

MONITO DEI PAESI EUROPEI ALL’ONU. TRUMP PRONTO A INVIARE ALTRI UOMINI IN MO



di Ugo Caltagirone

WASHINGTON. L’Iran va avanti con il suo programma missilistico e continua a sviluppare testate a capacita’ nucleare. Il grido d’allarme risuona al Palazzo di Vetro dell’Onu, dove Francia, Germania e Regno Unito hanno consegnato una lettera al segretario generale Antonio Guterres. E’ la denuncia nero su bianco di come il regime di Teheran porti avanti attività incoerenti con gli impegni presi nello storico accordo del luglio 2015, quello sul pro- gramma nucleare iraniano. Ma ad alimentare le preoccupazioni ci sono anche le indiscrezioni trapelate dalla comunità dell’intelligence americana, secondo cui le autorità iraniane starebbero spostando un numero imprecisato di missili in Iraq, approfittando del caos che in questo momento regna in quel Paese. L’obiettivo sarebbe quello di costituire un arsenale segreto. Una mossa di Teheran che in parte è la risposta al riposizionamento degli Stati Uniti nell’area. Un riposizionamento deciso proprio per contrastare le nuove minacce agli interessi americani e dei loro alleati, come gli attacchi alle petroliere nel Golfo Persico o quelli agli impianti petroliferi in Arabia Saudita. Sarà un caso, ma proprio in queste ore circola la voce su un piano del Pentagono che sarebbe già approdato sulla scrivania dello Studio Ovale per essere valutato dal presidente Donald Trump. Un piano - afferma il Wall Street Journal che cita fonti dell’amministrazione - volto ad espandere significativamente la presenza militare Usa in Medio Oriente, spedendo almeno altri 14 mila soldati, oltre all’invio di altre navi da guerra e attrezzature militari. Il Dipartimento alla Difesa non conferma la cifra, ma il sottosegretario John Rood davanti alla commissione forze armate del Senato ha ammesso che si sta considerando di dispiegare ulteriori truppe ridisegnando la presenza Usa nell’area in base ai nuovi scenari, con il ritiro dalla Siria ma un maggior coinvolgimento per contrastare i pericoli che potrebbero arrivare dall’Iran. “Stiamo valutando il livello della minaccia - ha spiegato Rood - e prenderemo le decisioni in base alla situazione”. La posizione di Teheran sembra indebolirsi in queste ore soprattutto per la presa di distanza dell’Europa, finora rimasta impegnata sul fronte dell’accordo del 2015 stracciato invece da Donald Trump. Ma l’aria sta cambiando, e la lettera di Parigi, Londra e Berlino al segretario dell’Onu ne e’ un chiaro segnale. Nella missiva si forniscono una serie di prove delle violazioni iraniane, come il test di nuovo missile balistico Shahab-3 che si stima abbia un’autonomia di circa 965 chi- lometri. “Il Shahab-3 - si spiega - è un sistema di categoria 1 del Missile Technology Control Regime e come tale è tecnicamente in grado di fungere da arma nucleare”.Intanto l’inviato speciale Usa per l’Iran, Brian Hook, ha accusato il regime di Teheran di aver ucciso più di mille persone dall’inizio delle proteste il 15 novembre scorso, quelle innescate dall’aumento del prezzo del carburante che ha fatto infuriare una popolazione già allo stremo per una crisi economica pesantissima. Aggravata anche dalle sanzioni imposte negli ultimi mesi dall’amministrazione Trump e che ora cominciano ad avere effetto. Hook ha parlato anche di migliaia di feriti e di almeno 7.000 persone arrestate.

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