L’Italia a rischio procedura



MANOVRA/SALE LA TENSIONE CON BRUXELLES PER IL DEBITO PUBBLICO ECCESSIVO

BRUXELLES. Manovra respinta subito, lettere di richiamo, procedura per debito eccessivo: con un deficit vicino al 2%, i rischi che corre l’Italia in Europa si mol- tiplicano e diventano più seri. Di seguito le tappe della corsa a ostacoli della prossima manovra di bilancio.

DEF IN AULA. Le Camere discuteranno le risoluzioni al Def in Aula il 10 ottobre. In quella sede andrà votata, a maggioranza assoluta, anche l’autorizzazione del Parlamento a modificare il piano di rientro verso l’obiettivo di medio termine (in sostanza il rinvio del pareggio di bilancio), conseguenza delle nuove indicazioni su indebitamento netto e saldo strutturale.

LEGGE DI BILANCIO A BRUXELLES. Entro il 15 ottobre il Governo deve inviare la bozza alla Commissione Ue, che ha due settimane di tempo per rispedirla indietro qualora riscontrasse gravi ed evidenti violazioni delle regole del Patto di stabilità. Respingerla significa chiedere immediate modifiche al Parlamento e una nuova bozza entro tre settimane, che deve ripassare al vaglio Ue. Finora nessun Paese si è visto rigettare la propria legge di bilancio.

VARO DELLA MANOVRA: Il termine per il varo della legge di Bilancio in Italia scade invece 5 giorni dopo aver inviato la bozza alla Commissione Ue: la scadenza per la presentazione della manovra è in questo caso per le ore 24 del 20 ottobre. In questo caso, però, non si tratta di un documento con i contenuti dettagliati ma del vero e proprio articolato di legge. Nel recente passato è stato però necessario anche più di una settimana per l’arrivo in parlamento del testo definitivo.

LETTERE DI RICHIAMO. Se entro due settimane dalla consegna della manovra la Commissione non si fa sentire, vuol dire che il pericolo peggiore, cioè la bocciatura immediata, è passato. Ma non che le insidie siano finite: se ha dei dubbi sulle coperture, o se i numeri si discostano dagli obiettivi concordati, Bruxelles può an- cora fare dei richiami formali, mettendo in guardia dal rischio di violazione delle regole. I richiami avvengono con lettere indirizzate al ministro dell’economia, responsabile del bilancio. L’ex ministro Padoan le ha ricevute tutti gli anni del suo mandato, e ogni anno ha risposto riuscendo a rassicurare Bruxelles che gli sforzi maggiori che chiedeva si sarebbero fatti nel corso dell’anno. OPINIONI UE SU MANOVRA. Entro il 30 novembre la Commissione deve pub- blicare il suo giudizio sulla legge di stabilità, che analizza nel dettaglio la situazione dei conti pubblici anche alla luce dell’eventuale scambio di lettere che ci sarà con il Governo. Nel giudizio Bruxelles indicherà quale e quanto scostamento ci sarà dagli obiettivi di risanamento concordati, ovvero se e quanto il debito cala. E potrebbe indicare la necessità di una manovra correttiva per rispettare le regole.

RISCHIO PROCEDURA DEBITO. Con il secondo debito più alto dell’Eurozona, l’Italia rischia dal 2015 di finire sotto la nuova procedura introdotta dal Two Pack, annesso del Fiscal Compact. La procedura non è mai scattata per nessuno. Finora l’Italia l’ha sempre scampata, grazie alla flessibilità e ad una benevola in- terpretazione delle regole da parte della Commissione, soddisfatta che il debito avesse quantomeno dato segnali di stabilizzazione. Ma se dovesse aumentare, a maggio 2019 potrebbero scattare le sanzioni previste: un deposito dello 0,2% del pil e la riduzione obbligatoria del debito di un ventesimo all’anno.


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