L’Italia al gelo e sotto la neve

SCUOLE CHIUSE SUI COLLI PISTOIESI. EMERGENZA SULL’APPENNINO, RISCHIO VALANGHE IN LOMBARDIA



di Paolo Cappelleri

ROMA. Mentre le piste da sci sono chiuse per l’emergenza coronavirus, sull’Italia continua a cadere abbondante la neve, dagli Appennini alle Alpi. Un rimpianto in più per albergatori e sciatori, solo un disagio invece per chi vive nelle zone più colpite dalle precipitazioni al Centro Italia, in particolare in Toscana. E’ emergenza ghiaccio e neve a Pistoia, dove il sindaco Alessandro Tomasi ha firmato l’ordinanza di chiusura per due giorni delle scuole nelle località collinari e montane, e lo stesso vale per cimiteri, giardini pubblici e impianti sportivi dai 300 metri di altitudine. In quella zona nevica da giorni e fino a domenica alcuni comuni appenninici hanno vietato attività escursionistica, sci alpinismo, ciaspolate e altre attività sportive e del tempo libero sulla neve per il rischio valanghe. La situazione è complessa anche per alcune frazioni collinari sopra i 400 metri, di nuovo senza corrente elettrica. Decine di alberi sono caduti lungo le strade e un tratto di 27 chilometri della statale 66 ‘Pistoiese’ è rimasto provvisoriamente chiusa al traffico. In Garfagnana, nel Lucchese, i Vigili del fuoco hanno effettuato 65 interventi, anche per rimuovere la coltre bianca dai tetti delle abitazioni e dalle strade di collegamento. “Il crollo repentino delle temperature unito alla neve che è caduta su orti e stalle - avverte Coldiretti - rischia di danneggiare le principali produzioni invernali, rendere difficile l’alimentazione degli animali e la consegna di latte e prodotti agricoli”. Nella giornata dell’Epifania un netto calo delle temperature sin dal mattino ha portato la neve anche a 200 metri di altezza e sui colli intorno a Firenze, da dove si poteva vedere imbiancato il Monte Morello. Il maltempo ha portato l’allerta a livello di codice giallo. Sulle aree montane fra Piacenza e Parma si attendono temperature rigide anche sotto i -10 gradi e gelate. Intanto al confine tra Emilia Romagna e Toscana, lungo la strada provinciale 324, sono servite le turbine della Provincia di Modena per liberare la strada dagli oltre 40 centimetri di neve caduti in poche ore. In Umbria le abbondanti nevicate hanno causato guasti elettrici in Valnerina e i carabinieri forestali sono stati impegnati tutta la notte per portare aiuti nelle frazioni rimaste isolate. A Terni invece si è verificato uno smottamento vicino all’ospedale Santa Maria. Sull’arco alpino lombardo si raccomanda massima prudenza agli escursionisti perché le ultime e abbondanti precipitazioni nevose hanno fatto innalzare l’indice del pericolo valanghe, ora valutato ‘3 marcato’ su una scala europea di cinque gradini. Da domani al Nord il tempo dovrebbe tornare più stabile, mentre al Centro dopo una mattinata di tregua, l’aria fredda di origine artica porterà a un peggioramento delle condizioni dalla Sardegna verso Lazio, Abruzzo e Molise con temporali e nevicate a 900 metri circa, e ci si può attendere pioggia anche in Campania, alta Basilicata e Puglia. Secondo le previsioni il maltempo non risparmierà nemmeno il fine settimana in gran parte delle regioni italiane.

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