“L’Italia c’è, lo Stato c’è”



ROMA. “L’attenzione resta massima, le minacce non vanno sottovalutate ma l’Italia c’è, lo Stato c’è”.

Paolo Gentiloni prende la parola intorno alle 12, nella sala dei Galeoni di Palazzo Chigi, con alle spalle le bandiere italiana ed europea. Dopo aver informato Angela Merkel dell’uccisione a Sesto San Giovanni (Milano) del terrorista della strage di Berlino, il premier ringrazia le forze dell’ordine, rassicura i cittadini e lancia un messaggio alla politica: “Un Paese troppo lacerato rischia di essere meno sicuro”.

Matteo Salvini e Beppe Grillo colgono però l’occasione per rilanciare la polemica sui migranti. “In Italia non deve entrare più neanche uno spillo”, dice il leghista. E

il M5s: “Rimpatri subito, proteggiamoci”.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si congratula con i due agenti di Polizia che hanno fermato e ucciso Amri, “per la professionalità e il coraggio”.

E il messaggio politico di gratitudine - ma anche di sollievo per il pericolo scampato di possibili nuovi attacchi del terrorista - è unanime, viene rilanciato in giornata da tutti i partiti. Il premier Gentiloni, che rivolge un pensiero alla giovane vittima italiana della strage di Berlino, Fabrizia Di Lorenzo (“Non la dimenticheremo”), si congratula al telefono con il capo della Polizia e il questore di Milano: “L’Italia è davvero fiera dei suoi apparati di sicurezza”, afferma.

E aggiunge che il governo è “più che mai impegnato sul fronte della sicurezza”, consapevole dell’importanza di un “accresciuto controllo del territorio” e di una maggiore “collaborazione internazionale”. Il nostro Paese del resto, sottolineano fonti di governo, da tempo è in prima linea nel promuovere più cooperazione in Ue, a partire dal coordinamento delle intelligence tra i Paesi. L’ex premier Matteo Renzi in un messaggio su Facebook sottolinea che gli uomini e le donne delle nostre forze dell’ordine sono “tra i migliori al mondo”.

E aggiunge che lo svolgimento di due grandi eventi come Expo e Giubileo senza incidenti “ne è la conferma lampante”. Certo, afferma Gentiloni, il governo non abbassa la guardia in un momento così “difficile” per l’Europa, a tratti “tragico”. Ma i cittadini devono sapere che fa “del suo meglio”, sulla sicurezza come su altri temi al centro dell’agenda: dal lavoro alla ricostruzione post-sisma.

Sul contrasto alle minacce terroristiche il premier afferma di aver registrato, in una riunione convocata mercoledì con tutti i gruppi parlamentari a Palazzo Chigi, “una convergenza larga. Sicurezza e coesione devono andare di pari passo: è la lezione di decenni in Italia, dovremmo averla imparata”.

Ma le critiche delle opposizioni in gior- nata non mancano. C’è chi, come Roberto Calderoli (Lega), domanda polemico: “Perché questo terrorista, l’uomo più ricercato d’Europa, ha scelto di rifugiarsi proprio in Italia?”. E dal centrodestra si leva anche la protesta sulla scelta del ministero dell’In- terno di divulgare i nomi degli agenti che hanno fermato Amri: “E’ stato opportuno” per la loro incolumità?, chiede Luca D’Alessandro (Ala). M5s e Lega colgono l’occasione per lanciare una offensiva politica sul fronte immigrazione. Salvini da il là: “Bisogna ripristinare i controlli alle frontiere interne, siamo in guerra. Bisogna votare nel 2017, con primo punto lo stop all’ingresso di qualsiasi tipo di immigrazione, fatti salvi donne e bambini” in fuga dalle guerre. Ma Grillo, con un post sul suo blog, non è da meno: “I due agenti - premette - sono eroi. Ma l’Italia e l’Europa sono ormai un colabrodo” e da noi c’è un “viavai di terroristi”.

Dunque dobbiamo “proteggerci: gli irregolari devono essere rimpatriati subito” e il trattato di Schengen “va rivisto e sospeso in caso di attentato”. Grillo è “un avvoltoio”, commenta Nicola Fratoianni da Sinistra italiana. E Giovanni Toti, di FI, lo accusa di “scavalcare la Lega a destra”. Mentre Giorgia Meloni, secondo la quale la polizia “sopperisce a irresponsabilità politiche di chi ci governa”, rinfaccia al M5s di aver sostenuto in Parlamento l’abo- lizione del reato di immigrazione clandestina.


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