L’Italia in aiuto della Libia


MIGRANTI/MOTOVEDETTE E FORMAZIONE DEL PERSONALE PER LA GUARDIA COSTIERA


ROMA. Dieci motovedette, due unità navali da 27 metri, manutenzione e formazione del personale. Approda in Consiglio dei ministri il decreto per aumentare le dotazioni della Guardia Costiera lib ca, annunciato una settimana fa dal ministro dell’Interno Matteo Salvini al question time e atteso dalle autorità di Tripoli che anche ieri hanno ribadito la necessità di avere più mezzi a disposizione. Intanto, sul fronte Ong, la Seawatch è stata sottoposta a fermo a Malta, mentre sulla stessa isola il capitano di un’altra nave umanita- ria, la Lifeline, è stato messo in libertà su cauzione.

“Meno navi delle ong ci saranno in giro e meno gente partirà e meno gente morirà”, il commento di Salvini. Riguardo il sostegno alla Libia, l’obiettivo del governo è chiaro ed è lo stesso decreto ad indicarlo: “Vi è la straordinaria necessità e urgenza di incrementare la capacità operativa” della Guardia Costiera e della Marina libiche in modo da “assicurare la sicurezza della navigazione nel Mediterraneo, contrastare i traffici di esseri umani e salvaguardare le vita umana in mare”.

Dopo aver chiuso i porti alle navi delle Ong, dunque, il governo giallo- verde confida che migliorare l’efficienza dei libici possa rappresentare il secondo tassello per fermare i barconi.

Il provvedimento dispone così la cessione “a titolo gratuito” e “confor- memente a specifiche intese con le competenti autorità libiche” di 12 mezzi: 10 sono le motovedette ‘Classe 500’ della Guardia Costiera italiana e 2 sono le unità navali ‘Classe Corrubia’ della Guardia di Finanza.

Le prime sono barche di dieci metri, con un’autonomia di 200 miglia e una velocità massima di 35 nodi: vengono abitualmente utilizzate come unità costiere con un raggio di azione di una ventina di miglia dalla costa e hanno un equipaggio composto da 3 persone. Le ‘Corrubia’ sono invece imbar- cazioni di 27 metri che possono raggiungere i 43 nodi e hanno un’autono- mia - alla velocità di crociera di 21 nodi - di 800 miglia, vale a dire 36 ore.

L’equipaggio è composto da 14 persone, dunque si tratta di motovedette d’al- tura che possono operare anche a parecchie miglia dalle coste. Ma non solo: il decreto stanzia anche un milione e 150 mila euro per “il ripristino in effi- cienza, l’adeguamento strutturale e il trasferimento” delle imbarcazioni in Li- bia e un milione 370mila euro per la formazione del personale della Guardia Costiera e della Marina Libica. Fase, quest’ultima, che si svolgerà sia in Italia sia in Libia e partirà entro una decina di giorni.

Tempi rapidissimi anche per l’invio delle motovedette: i mezzi dovrebbero venir concentrati nel porto di Augusta già nei prossimi giorni e da lì tra- sferiti in Libia con una nave della Marina Militare.

E che ci sia stata un’accelerazione lo dimostra anche la riunione del co- mitato tecnico italo-libico che si è tenuta proprio ieri a Tripoli.

Un incontro, ha sottolineato l’ambasciatore italiano Giuseppe Perrone, che aveva all’ordine del giorno non solo il rafforzamento delle capacità dei libici nei salvataggi in mare ma anche “il monitoraggio delle frontiere sud, l’accelerazione di rimpatri e ricollocamenti, il miglioramento dei centri d’accoglienza”; è l’inizio, ha aggiunto, dell’attuazione “del piano Salvini”.

Punti ribaditi anche in una nota del ministero dell’Interno libico. Ed il ti- tolare del Viminale ha commentato: “Voglio salvare vite, voglio evitare che dei ragazzi scappino dall’Africa per morire nel Mediterraneo. Voglio che l’Italia e l’Europa aiutino su questo. Sono contento che le autorità libiche stiano lavorando ma non mi accontento di questo. Presto andrò in altri Paesi nord africani e spero di fare quello che molti altri in anni non hanno fatto”.


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