L’Italia non è un rischio globale

DEF/A WASHINGTON IL MINISTRO TRIA RASSICURA: “RISPETTEREMO GLI OBIETTIVI”



WASHINGTON. L'Italia non è un rischio globale. Il ministro dell'economia Giovanni Tria ne è sicuro. Cosi' come non ha dubbi sul fatto che il Belpaese rispetterà "gli obiettivi strutturali concordati" e lo farà anche andando avanti con la riforma fiscale, che centrerà quelli indicati nel Def. A margine dei lavori del Fondo Monetario Internazionale, Tria è impegnato in una girandola di incontri, dal segretario al Tesoro americano Steven Mnuchin al direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde. Occasioni per fare il punto sull'economia mondiale, europea e italiana. Un'Italia i cui "fondamentali non sono in crisi", rassicura il ministro spiegando come l'importante rallentamento economico che il Vecchio Continente sta sperimentando colpisce soprattutto le economie manifatturiere e quelle più vocate alle esportazioni, quali l'Italia e la Germania. "Abbiamo avuto un rallentamento dell'economia quest'anno della stessa misura della Germania. C'è un importante rallenta- mento in tutta Europa: Italia e Germania rappresentano una buona parte del pil europeo", mette in evidenza Tria, osservando come le stime di crescita del Fmi sull'Italia "pratica- mente coincidono con le nostre". Il rallentamento europeo consentirà al Belpaese di restringere il gap di crescita con il resto dell'Europa. "Ovviamente non auspicavamo una riduzione del gap nel corso di uno slowdown generale": lo si auspicava "in condizioni opposte". Le parole di Tria seguono il campanello d'allarme suonato al Fondo che ha definito l'Italia uno dei rischi per l'area euro. "Non c'è bisogno di alcuna rassicurazione: l'Italia non è un rischio globale", dice secco il ministro. Tria rassicura anche sul buono stato di salute delle banche italiane: "Hanno risentito della doppia recessione" ma il sistema bancario del paese "è uno dei più sani d'Europa. Non vedo nel sistema bancario un rischio per l'Italia e per l'Europa" spiega. Il ministro è sicuro anche del rispetto degli "obiettivi strutturali concordati".

Replicando al commissario Ue per gli Affari economici e monetari Pierre Moscovici, che ha chiesto all'Italia di rispettare gli impegni, Tria è chiaro: "Rispetteremo gli obiettivi di deficit strutturale concordati, forse raggiungeremo un risultato leggermente migliore". Durante un forte rallentamento non si adottano misure restrittive dell'economia, "anche se noi non ab- biamo spazio per fare politiche espansive" aggiunge il ministro, osservando di essere "in contatto continuo con Moscovici. I nostri numeri sono condivisi. E' chiaro che vogliamo andare avanti nella riforma fiscale intrapresa nell'anno in corso e che dovrà andare avanti negli anni prossimi, questo nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica che sono specificati nell'attuale Def".

Post recenti

Mostra tutti