L’Italia salva l’onore dell’Ue”



MIGRANTI/JUNCKER RICONOSCE IL RUOLO CHIAVE DEL PAESE NELLA CRISI DEI FLUSSI

FIRENZE. L’onore dell’Europa salvato dall’Italia. Messe da parte per un giorno reprimende e avvertimenti dell’Ue nei confronti del Belpaese, l’endorsement ar- riva direttamente, tra gli antichi affreschi di Palazzo Vecchio, da Jean-Claude Juncker. Il premier Paolo Gentiloni ringrazia ma, puntualizza, “l’onore va difeso insieme”. Quando interviene il presidente della Commissione europea, nella mattinata del secondo giorno di ‘State of the Union’, il premier Paolo Gentiloni non è ancora arrivato nel Salone dei Cinquecento ma il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha appena parlato e ascolta dalla prima fila il riconoscimento che Roma potrà spendere al momento giusto. “L’Italia fin dal primo giorno fa tutto ciò che può fare sulla crisi migratoria. L’Italia ha salvato e salva l’onore dell’Europa” e quindi, “dobbiamo essere più solidali sia con l’Italia sia con la Grecia che non sono responsabili della loro posizione geografica”,scandisce Juncker. E quando, nel pomeriggio, Gentiloni arriva a Fi- renze, apprezza pubblicamente il riconoscimento. “‘Merci Jean-Claude” ma “se è una questione d’onore, l’onore va difeso insieme” perché “non possiamo immaginare sia difeso solo da un Paese”. Di fatto una chiamata di assunzione di responsabilità nei confronti di un’Unione che non si è mai sprecata più di tanto sul fronte dell’aiuto ai disperati che tentano di attraversare il Mediterra- neo. “Da italiani siamo fieri di aver salvato centinaia di migliaia di vite umane nel Mediterraneo, e di aver messo l’Italia e l’Europa dalla parte giusta della storia” aveva detto in precedenza Alfano, rivendicando la politica italiana verso i flussi migratori e bypassando, senza se e senza ma, le polemiche di questi giorni sul ruolo delle Ong. Le ricorda invece da Roma, in una conferenza stampa in Senato, Loris De Filippi, responsabile in Italia di Medici senza frontiere, sottolinea come dagli Stati dell’ Unione non ci sia “nessuna so- lidarietà”. A smentirlo, e a completare il ticket con Juncker, arriva direttamente da Bruxelles la voce del commissario alla Migrazione Dimitris Avramopoulos che annuncia l’assegnazione all’Italia di 15,33 milioni di euro, dalla riserva per l’Assistenza all’emergenza del Fondo migrazione e integrazione, per migliorare il funzionamento dello schema dei ricollocamenti dei richiedenti asilo. E accompagna l’assegno con una precisazione: “Questo sostegno finanziario extra dimostra ancora una volta che l’Ue è al fianco dell’Italia”. Dichiarazione di intenzioni e di buona volontà. Ma è lo stesso Juncker a riconoscere che, in generale, “non c’è abbastanza solidarietà in Europa” e “la dimensione sociale non è abbastanza tenuta in conto”. Il che spiega, almeno in parte il disamore degli europei verso la Ue” e il fatto - come ricorda il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani - che molti “cittadini votano per i partiti populisti. Evidentemente c’è qualcosa che non va. Riassunto: serve l’Euro- pa ma bisogna cambiarla”


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