L’occupazione Usa vola



L'America si conferma in questa fase locomotiva dell' economia mondiale. Gli ultimi dati sull'occupazione, che vanno ben oltre le previsioni, sono l'ennesima dimostrazione di quanto gli Stati Uniti svolgano in questo momento il ruolo di traino di una ripresa globale ancora troppo timida e sottoposta a numerosi rischi. E i mercati rispondono con una giornata euforica su entrambe le sponde dell'Atlantico. Con un nuovo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve sempre piu' probabile entro la fine dell'anno. A luglio negli Usa erano attesi appena 180-190 mila nuovi posti di lavoro, in calo rispetto ai 287 mila del mese precedente. Invece ne sono stati creati 255 mila, con una disoccupazione che resta inchiodata al 4,9%. In pratica dall'inizio dell'anno in America sono stati creati in media 189 mila posti di lavoro al mese. E le buone notizie non finiscono qui, con i salari cresciuti del 2,6% su base annua. Esulta la Casa Bianca: dall'inizio del 2010, si sottolinea, ci sono state 15 milioni nuove assunzioni nel settore privato. Un risultato che - in piena campagna elettorale per le presidenziali - esalta l'operato di Barack Obama e avvantaggia Hillary Clinton la cui ricetta per l'economia Usa si pone in continuita' con quella dl presidente uscente. Rendendo piu' arduo il compito di tratteggiare quell'America in declino evocata da Donald Trump.

"Il ruolo di Obama per la ripresa dell'economia e' stato per troppo tempo sottovalutato", ha commentato la candidata democratica alla presidenza, rivendicando le politiche portate avanti e proponendosi come l'unica che puo' portarle avanti per il bene dell'economia del Paese. E Wall Street brinda, chiudendo alla grande una settimana gia' molto positiva, con in particolare il Nasdaq e l'indice S&P500 a livelli da record. E la spinta che arriva dai dati americani si fa sentire forte anche in Europa, con tutte le principali piazze finanziarie che mettono a segno una giornata piu' che positiva. A partire da Milano, dove Piazza Affari chiude con un +2,4%. Bene anche Madrid (+1,84%), Parigi (1,49%), Francoforte (+1,36%) e Londra (+0,79%). L'ottimo dato sull'occupazione fa ben sperare anche per i prossimi dati sul pil americano che, nonostante sia in costante crescita, sembra comunque risentire delle incertezze che caratterizzano il quadro globale, con le preoccupazioni sul rallentamento della crescita della Cina, quelle sulla ripresa col freno a mano tirato dell'Europa e quelle sull'impatto di medio lungo termine della Brexit. E gli occhi sono come sempre puntati sulla Fed, che nel 2016 ha ancora due occasioni per decidere il secondo rialzo dei tassi di interesse dopo quello del dicembre scorso. I buoni numeri su mercato del lavoro e crescita economica potrebbero di nuovo accelerare quel ritorno alla normalita' nella politica monetaria americana dopo dieci anni di costo del denaro vicino allo zero.


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