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L’Orbiter è sano e salvo


XOMARS/IL LENDER È CADUTO, MA I DATI ARRIVANO: SUCCESSO DELLA MISSIONE


ROMA. Il lander Schiaparelli è caduto sul suolo di Marte, ma la missione ExoMars è in perfetta salute e sta raccogliendo dati preziosi: anche quelli raccolti dalla sonda Tgo (Trace Gas Orbiter) durante la discesa di Schiaparelli sono preziosi per organizzare la seconda parte della missione, organizzata dalle agenzie spaziali di Europa (Esa) e Russia (Roscosmos) e prevista nel 2020. Una missione ancora più ambi- ziosa, visto che il suo obiettivo sarà rilasciare sul suolo di Marte un rover che, con un trapano costruito in Italia, perforerà il suolo di Marte in cerca di tracce di vita, passata e forse anche presente. “La missione ExoMars è stata comunque un successo perché il suo obiettivo era avere una sonda in orbita e un test in grado di fornire dati e conoscenze scientifiche, e abbiamo dati e conoscenza”, ha detto ieri mattina il direttore generale dell’Esa, Jan Woerner, nella conferenza stampa organizzata per fare il punto della situazione, al termine di una notte di lavoro da parte dei tecnici. “La buona notizia - ha proseguito Woerner - è la conferma che l’orbiter della missione ExoMars, il Tgo, è operativa con successo nell’orbita di Marte: questo significa che è pronto a rilevare dati scientifici e a rilasciarli. Il Tgo - ha aggiunto - è una pietra miliare in vista della seconda fase della missione, prevista nel 2020". Guarda al 2020 anche il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Roberto Battiston: “Complessivamente siamo incoraggiati a proseguire il lavoro per ExoMars 2020, uno degli argomenti fondamentali della ministeriale”. Il finanziamento della seconda fase della missione sarà infatti uno dei temi centrali della conferenza ministeriale dell’Esa in programma in dicembre. Anche l’amministratore delegato di Leonardo-Finmeccanica, Mauro Moretti, per il quale “la prima buona notizia è che non sono le tecnologie italiane ad essere coinvolte nel problema; la seconda è che buona parte delle cose sono andate bene”. Nel frattempo nel centro di controllo della missione, l’Esoc, si continua a lavorare per ricostruire quanto è accaduto. Al momento si è compreso che i retrorazzi hanno funzionato solo per tre secondi, dopodichè il computer di bordo li ha spenti. Di conseguenza il veicolo è caduto per 19 secondi, al termine dei quali potrebbe avere avuto un impatto violento. Ma questa al momento non è che un’ipotesi, ha rilevato il direttore delle operazioni di volo delle missioni dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Paolo Ferri. Non ci sono dati che permettano di stabilirlo e per avere un quadro completo di quanto è accaduto saranno necessari dei giorni. Dopo aver cercato di catturare il segnale di Schiaparelli, la sonda Mro (Mars Reconnaissance Orbiter) della Nasa proverà a fotografarlo nei prossimi giorni. Non sarà facile, considerando che la zona pre- vista per l’atterraggio ha un’estensione di 100 chilometri.


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