L’orgoglio della Pulce



RUSSIA 2018/MESSI: “E’ STUPENDO CHE TUTTO IL MONDO MI VOGLIA VEDERE CAMPIONE A MOSCA”

BARCELLONA. C'è chi prevede Brasile. Chi la Germania. Chi teme Francia e Portogallo come outsider. E poi c'è il partito di quelli che tifano per Leo Messi. Con un'intuizione degna delle sue migliori giocate, la 'Pulce' racconta quale sia il suo più intimo orgoglio alla vigilia di questo Mondiale. "E' stupendo sapere che tantissima gente in giro per il mondo piuttosto che tifare per la propria nazionale ha un auspicio: che Leo Messi diventi campione del mondo". Sarebbe il lieto fine su una storia d'amore tra Messi e il pallone, visto che difficilmente tra quattro anni il 31enne fuoriclasse argentino avrà un'altra chance. Di questo e di tanto altro Leo Messi ha parlato all'indomani del caso Israele (ma l'intervista a Mundo Deportivo era stata registrata prima). Il tabù mondiale lungo 32 anni, il 'mea culpa' Champions, il sogno Neymar e tanto altro. E' un Leo Messi a ruota libera quello che si racconta a pochi giorni dall'esordio iridato contro l'Islanda, "una squadra complicata". In ritiro con l'Albiceleste nella 'sua' Barcellona, il 5 volte Pallone d'Oro sa che il Mondiale russo può rappresentare l'ultima occasione per impreziosire una carriera già leggendaria. Parte in quarta dicendo che l'Argentina "può battere chiunque", salvo poi mostrarsi più low profile quando ricorda le batoste arrivate proprio sul fil di lana. "Penso spesso alle finali perse - dice il n.10 della Seleccion, riferendosi soprattutto a quella di Brasile 2014 - e mi riempie di orgoglio che tantissima gente in giro per il mondo, senza essere argentina, vuole vedermi diventare campione del mondo. Però dobbiamo essere realisti - ammette - Abbiamo avuto una qualificazione complicata, il ct è cambiato, è cambiato anche il presidente federale. Insomma, ci sono stati molti problemi. Abbiamo faticato per qualificarci soffrendo fino all'ultima partita. Adesso dobbiamo ragionare con calma e pensare di andare avanti partita dopo partita". "Anche il brutto ko contro la Spagna è stato molto difficile da digerite - ammette Messi - Perdere in quel modo ci ha fatto tornare indietro. Da quella sconfitta abbiamo però tratto insegnamenti positivi". Questo non significa ovviamente che l'Albiceleste avrà la vita facile in Russia, perchè - spiega - "in un Mondiale la logica conta fino a un certo punto. Un Mondiale è davvero tosto e le partite molto complicate ma per questo è il più difficile da vincere". E Messi sa di avere il peso di un Paese intero sulle spalle: "Il modo con cui il calcio è vissuto in Argentina è complicato. Siamo stati fortunati a raggiungere tre finali, a goderci l'ultima vittoria al Mondiale, anche se poi abbiamo avuto la sfortuna di non riuscire a vincere nessuna delle tre successive finali e questo ha un po' macchiato quella gioia". Dalla nazionale al Barcellona il passo è breve e anche qui la testa va ad un'altra co- cente delusione e che ha lasciato il segno: l'eliminazione Champions contro la Roma. "Non c'è spiegazione - ammette - Forse troppa sicurezza, non lo so, fatto sta che ci siamo addormentati. Àbbiamo iniziato prendendo un gol stupido, con un lancio lungo alle spalle della difesa. Loro hanno preso fiducia... Abbiamo faticato tantissimo e non siamo riusciti a girare la partita. Resta una grandissima rabbia, per come siamo usciti - prosegue l'autocritica di Messi - e per il vantaggio accumulato all'andata, anche se poi la sfida della Roma col Liverpool ha dimostrato che la loro rimonta con noi non era stata casuale. Non ci risolleveremo mai, resta una grandissima delusione e la rabbia per essere usciti un'altra volta ai quarti dopo un anno spettacolare in cui abbiamo perso solo tre partite. Queste cose - dice Messi - non devono più accadere e non possiamo stare unaltroannosenzaChampions". Magari lo aiuterà a vincerla Griezmann: "L'ho sempre detto. Con i buoni giocatori è facile capirsi e Griezmann è un grande che sta attraversando un momento eccezionale della carriera. Sarebbe compito del tecnico trovargli un posto in campo, ma ci in- tenderemmo sicuramente". Ma il grande sogno si chiama Neymar: "Magari tornasse da noi, ma la vedo complicata. Però se dovesse andare al Real non sarei affatto contento". "Sorpreso" dall'uscita di Zidane ("Non me lo aspettavo, ma dopo quello che ha vinto nessuno potrà dirgli nulla"), Messi parla della fascia di capitano che erediterà da 'monumenti' come Puyol, Xavi e Iniesta ("sarà un orgoglio"), mentre glissa sul suo futuro: "Ho sempre detto che in Europa voglio finire la carriera col Barça, così come ho sempre detto che mi piacerebbe tornare in Argentina, al Newell's, ma non so se accadrà o meno. Quando sarà il momento decideremo in fa- miglia. Al momento non ci penso". Al momento, la testa è a quella Coppa, l'unica che manca.


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