L’Ue rinvia decisioni sulle sanzioni



BRUXELLES. La Commissione Ue alle prese con la Brexit ha deciso di non deci- dere e ha passato la patata bollente dei conti di Spagna e Portogallo all'Ecofin. L'esecutivo comunitario si è limita- to a constatare il mancato rispetto degli impegni presi sulla riduzione del deficit eccessivo, rinviando la decisio- ne sulle sanzioni (multa e sospensione dei fondi Ue) agli stati membri, e lanciando il segnale che queste saranno ridotte "a zero", nell'incertezza della Brexit che sta gravando sulla fragile economia eu- ropea, tra un moltiplicarsi di moniti di Bce e Fmi sino all'outlook negativo per le grandi banche deciso da Moody's.

Il Collegio dei commissari si era già riunito martedì a Stra- sburgo per discutere dei casi di Madrid e Lisbona, ma ha preferito seguire una procedura scritta che consente ai contrari di inviare osservazio- ni. La valutazione della situazione post-Brexit, dopo nu- merosi inviti al 'buon senso' tra cui quello del premier ita- liano Matteo Renzi, era per il 'no' alle sanzioni.

Ma i mal di pancia, di cui si era fatto portavoce il com- missario tedesco Guenther Oettinger fautore della linea dura, c'erano. Così come era successo per l'accordo di li- bero scambio Ue-Canada, dove sempre la Germania ma anche la Francia hanno fatto pressione sulla Commissio-ne che ha demandato un'al- tra volta la decisione ai 28. Il verdetto è stato quindi che né Spagna né Portogallo hanno preso "misure effica- ci" nel 2014 e 2015 per rispet- tare gli obiettivi di bilancio ri- spettivamente per il 2015 e il 2016. "La palla è ora nel campo del Consiglio, noi abbiamo fatto il nostro lavoro", hanno pilatescamente affermato il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis e il commissario Pierre Mo- scovici. Tecnicamente sarà l'Ecofin che si riunisce martedì, il cui presidente di turno è il 'falco' slovacco Petr Kazimir, ad adottare la decisione in base all'art. 126.8 dei Trattati che dà alla Commissione 20 giorni di tempo (verosimil- mente il 27 luglio, ultima riu- nione prima della pausa esti- va) per presentare una propo- sta di multa, e 10 ai due Paesiper opporsi. La sanzione, però, ha ras- sicurato Dombrovkis, sarà più che altro simbolica in quanto "verrà probabilmente ridotta a zero", date le "circo- stanze eccezionali" del "dopo crisi economica e finanziaria" di due Paesi che sono stati sotto programma e "degli sforzi già fatti e apprezzati". Anche la sospensione dei fondi, che la Commissione deve far scattare obbligatoriamente, sarà solo uno spauracchio: prima di tutto è limi- tata e riguarda solo il 2017, poi ci sono alcuni mesi di margine in cui Bruxelles può valutare che nel frattempo Madrid e Lisbona hanno preso "mi- sure efficaci" per tagliare il deficit. La non-decisione di Bru- xelles arriva proprio mentre il direttore del Fmi Christine Lagarde, dopo la Brexit, chie- de "chiarezza il prima possibile" perché la sua mancanza "alimenta l'incertezza", un rischio che già la Bce aveva evidenziato nella sua riunione di inizio giugno avvertendo di "rilevanti" ricadute negative per l'economia europea. Intanto Moody's ha già cominciato a tagliare l'outlook di Barclays, Hsbc, Lloyds Banking Group, Santander Uk e Rbs, mentre le Borse, sempre volatili, si sono chiuse in rialzo con il +1,26% di Londra a fronte però di una Milano poco mossa (+0,08%) piomba- ta dai bancari ancora in forte calo con Mps che perde il 5,79%.


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