L’ultimo abbraccio a Squitieri



CINEMA/LA SUA GRANDE FAMIGLIA E GLI AMICI AI FUNERALI DEL REGISTA NAPOLETANO

ROMA. Sono arrivate insieme, tenendosi sottobraccio, Claudia Cardinale, in completo scuro, e la vedova del regista Ottavia Fusco, in un lungo cappotto grigio, alla Chiesa degli Artisti di Roma dove ieri si è tenuto il funerale di Pasquale Squitieri, scomparso domenica a 78 anni. Insieme con la famiglia, composta, fra gli altri, dal fratello del regista Nicola, i tre figli avuti con la prima moglie Silvana, Vittoria, Paola e Mario; Claudine, la figlia avuta da Claudia Cardinale e i nipoti, c’erano gli amici ma anche molti compagni di set. Soprattutto tecnici, ma anche alcuni suoi attori, da Nancy Brilli (‘’devo a lui se ho iniziato a fare questo lavoro’’) a Leopoldo Mastelloni (che ha poi letto la preghiera degli artisti), e tra gli altri, donna Assunta Almirante e Vittorio Cecchi Gori, particolarmente provato: ‘’Era il mio migliore amico, ha combattuto fino alla fine’’. L’ultimo saluto sarà oggi nella sua Napoli dove verrà tumulato nella cappella di famiglia nel cimitero di Poggioreale. ‘’L’ho amato per la sua intelligenza, la sua bellezza, la sua cultura, era anche molto divertente e un po’ pazzo”, ha detto Claudia Cardinale rispondendo, serena, ai giornalisti che le chiedevano come fosse nato il loro rapporto, durato quasi trent’anni. “Sono io che l’ho scelto e abbiamo sempre continuato a sentirci, fino all’ultimo”, ha aggiunto l’attrice. Ottavia Fusco ha sottolineato che “Pasquale non è morto di tumore, ne aveva superati due, ma a seguito delle conseguenze di un incidente stradale”. La vedova, tra i tanti ricordi, ha quello di una canzone che Squitieri aveva scritto per lei in napoletano: “Ho portato i suoi versi con me oggi”. Claudine, al suo ingresso in chiesa ha ringraziato ‘’tutti gli amici di mio padre. Mi fa sorridere un po’ amaro il sostegno che sta ricevendo postumo. Il mondo dello spettacolo non ha capito il suo continuo dedicarsi alla società, facendo cose belle e meno belle. Aveva un senso del dovere profondissimo”. Il feretro è arrivato con sopra la bara una corona di rose rosse sulla quale era scritto semplicemente: “La famiglia”. E fuori dalla chiesa c’è la corona di fiori gialli e rossi inviata dalla sindaca di Roma Virginia Raggi. La cerimonia è stata celebrata da Don Walter Insero e Don Sergio Mercanzin, amico personale di Squitieri da decenni: ‘’Pasquale era un guerriero, io un uomo di pace e per questo a volte mi rimproverava - ha ricordato sorridendo -. Lo associo a tre cose, un cavallo bianco, come quello del suo primo film, Io e Dio, a dei versi di Pasternak e al suo nome, Pasqua, come Re-surrezione’’. La nipote Sofia, figlia di Vittoria lo ha ricordato commossa ‘’come un nonno diverso da tutti gli altri, che invece di raccontarti le favole ti parlava di politica’’, e che, alla fine, anche debolissimo, in ospedale ‘’ha trovato la forza di farmi una carezza’’. Per l’amico Duccio Trombadori il suo essere controcorrente e ‘’a suo modo estremista’’ era specchio della ‘’freschezza della sua anima. C’era in lui una grande sincerità umana’’. Infine la seconda figlia Paola, ha portato tutti a una risata liberatoria parlando del papà come ‘’l’uomo più simpatico e divertente che abbia mai conosciuto, La prima cosa che ho imparato da lui è stato il senso dello humour. Era coraggioso e libero, ci ha trasmesso cose importantissime, ci sentiamo privilegiati ad essere stati suoi figli’’


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