La battaglia per i diritti della donna



MOSTRE/“MEMORIA TESSILE”: DALL’8 MARZO ALLA TRAGEDIA DI KARACHI

ROMA. Fotogrammi del dramma dell’incendio che uccise 146 lavoratrici a New York, il 25 marzo 1911 nella fabbrica Triangle, tragedia che fa parte degli eventi storici ricordati in occasione della Festa della Donna che si celebra l’8 marzo. Frammenti di volti colti nel dolore, intrecciati ad ex voto di tessuto, a lembi di lino e cotone, a patchwork colorati di fibre, in pannelli artistici che diventano “reliquie di una tragedia umana e sociale”. E poi abiti-scultura, trame, ferro, cotone, lane trattate su cui aleggiano anche i canti delle leggende popolari e i cori di protesta delle filatrici e delle ricamatrici al ritmo del gesto tessile tramandato da mano a mani. Sono questi i contenuti di “Memoria Tessile: sul filo dei diritti”, mostra curata, o forse sarebbe meglio dire ‘cucita’ sul filo dei diritti delle lavoratrici, a cura di Bianca Cimiotta Lami, con il coordinamento artistico di Lydia Predominato, ospitata da ieri, 3 maggio, fino al 30 giugno, nella Casa della Memoria e della Storia a Roma. Una cultura ancestrale quella della tes- situra, passata attraverso i violenti eventi che ne hanno caratterizzato la storia, dall’antichità ai nostri giorni. “Memoria tessile: sul filo dei diritti” è una mostra tessuta di questa memoria che, attraverso le opere di fiber art di artisti contemporanei, pone un forte accento sulle tragedie che hanno coinvolto i lavoratori del settore tessile nel mondo e sulle battaglie per i diritti conquistati e, in larga parte, non an- cora riconosciuti. Gli appunti, le tracce tes- sili di Cecilia De Paolis, Jacopo Lo Faro, Cristina Mariani, Lucia Pagliuca, Diana Poidimani, Lydia Predominato, Giulia Ripandelli, Grazia Santi, Laura Sassi, Patrizia Trevisi s’ispirano a fatti di cronaca che cominciano in un lontano passato, come il Tumulto dei Ciompi, i più umili salariatdell’Arte della lana, scoppiato a Firenze il 20 luglio 1378; le rivolte di Lione nei setifici; gli scioperi di Torino per riduzione dell’orario di lavoro, migliori condizioni lavorative e aumenti salariali. Purtroppo l’elenco è ancora lungo: la tragedia di Savar a Dacca nel novembre del 2012 dove, a causa di un incendio, sono morti 100 operai di una fabbrica tessile e il 24 aprile del 2013 più di 1000 persone persero la vita per il crollo dell’edificio e a settembre 2012, altri due incendi, a Karachi e a Lahore in Pakistan, hanno causato 315 vittime e più di 250 feriti. Anche la Thailandia ha pianto le sue vittime: nel 1993 un incendio ha ucciso 188 lavoratori della Kader Toy Factory di Bangkok e molti, ancora oggi, continuano a morire al ritmo del lavoro. Memoria tessile: sul filo dei diritti vuo- le ricordare e raccontare tutti questi eventi in un ideale passaggio dalla tessitura primaria alla fiber art, cercando di cogliere il nesso tra la memoria storica del “fare tessile” e il presente. Creare fiber art vuol dire prendere in considerazione l’intreccio base, considerarlo come radice primaria da cui partire per renderlo poi contemporaneo attraverso forme e materiali attuali. La mostra è promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale-Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, a cura della F.I.A.P. Federazione Italiana Associazioni Partigiane.


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