“La batterei, ma non corre”



CASA BIANCA/TRUMP LIQUIDA LE SPECULAZIONI SULLA CANDIDATURA DI OPRAH

NEW YORK. “La batterò. Sarà molto divertente....”. Donald Trump liquida con una battuta le speculazioni su una discesa in campo di Oprah Winfrey. Voci che dopo il discorso-manifesto della notte dei Golden Globe vedono la star del piccolo e grande schermo probabile candidata alla Casa Bianca proprio contro il tycoon. Lui l’ha sempre ammirata e lodata in pubblico, come ripete anche adesso: “Mi piace, ho fatto uno dei suoi ultimi show”, ricorda. Ma raccoglie la sfida ridendo, e confessando con i giornalisti di non credere che Oprah si candiderà mai: “La conosco bene, molto bene”. Alla Casa Bianca sembrano però prendere la questione un po’ più seriamente, almeno stando alla risposta data dalla portavoce Sarah Sanders. “Non siamo molto d’accordo con le sue politiche”, ha detto riferendosi alla Winfrey: “Sono sicura che se deciderà di correre non saremo d’accordo. E una persona di grande successo, assolutamente. Ma per quel che ri- guarda una serie di posizioni abbiamo molti proble- mi”. Sanders non ha specificato a quali politiche si riferisse, ma Oprah nelle ultime campagne presidenziali ha sostenuto con forza prima Barack Obama e poi Hillary Clinton. Poche ore prima era stata la figlia prediletta del presidente, Ivanka, ad avere parole di grande elogio per la ‘regina dei media’: “Il suo è stato un intervento potente e stimolante. Uniamoci tutti, donne e uomini, e diciamo #TimesUp”, il tempo è scaduto per tutti coloro che portano avanti una cultura sessista e degli abusi. Complimenti non da poco se si pensa che tra gli scenari della fantapolitica in queste ore in America c’è anche quello di una sfida presidenziale tutta al femminile. Una sfida proprio tra Oprah e Ivanka. Paradossalmente a storcere di più il naso per una possibile candidatura di Winfrey è soprattutto una parte dei democratici, che non gradisce l’idea di una politica che abdica a favore del mondo dello spettacolo o dell’imprenditoria. E che non vuole essere rappresentata, appunto, da un’imprenditrice miliardaria e star della tv senza alcuna esperienza politica. E’ la leader dem in Congresso Nancy Pelosi a sintetizzare lo stato d’animo nel partito e nella base: “Oprah non ha esperienza come Trump, anche se capisco le ragioni di chi vuole scegliere qualcuno fuori del cerchio”. Anche perché Winfrey, a differenza del tycoon, “ha letto libri e sa davvero come individuare il talento”, altro che The Apprentice. Dubbi sulla discesa in campo di Oprah anche sul New York Times, che in un editoriale invita Winfrey a “non farlo” e si chiede se la star sia in realtà più una anti-Hillary che una anti-Trump. Intanto un altro giallo avvolge il tyco-on, un giallo che pone nuovi interrogativi sul suo stato di salute, dopo quelli sollevati da Michale Wolff nel libro che ha imbarazzato la Casa Bianca, ‘Fire and Fury’. Galeotto fu l’inno nazionale che Trump ha deciso di seguire al centro del campo in occasione della finalissima del campionato di football universitario ad Atlanta, dove è stato accolto anche da molti fischi e buu. Sui social media impazzano le immagini del presidente che, mano sul cuore, accenna ad alcune delle strofe di The Star- Spangled Banner. Il dibattito è se abbia dimenticato o meno parte dell’inno. Di sicuro non l’ha cantato per intero. Le riprese mostrano il tycoon partire lentamente e poi mimare alcune delle parole mentre occasionalmente si ferma e ne dimentica altre. Alcuni passaggi, poi, sono cantati con gusto, mentre altre parti non sembrano cantate per nulla. Alcuni esperti spiegano l’episodio con il fatto che Trump non ci sentirebbe bene e per lui quindi era difficile seguire la musica con l’eco creato nello stadio. Ma sulla rete i detrattori non perdono occasione per sollevare nuovi dubbi sulla pienezza delle facoltà mentali del tycoon. Intanto sembra muoversi qualcosa sul fronte della riforma dell’immigrazione. Nel corso di un incontro alla Casa Bianca Trump avrebbe trovato l’accordo con repubblicani e democratici per lavorare ad una legge che includa la sicurezza dei confini, la lotteria dei visti, la catena migratoria e il programma per i dreamer, gli immigrati entrati da minori negli Usa con genitori illegali. Il presidente ha insistito per una riforma bipartisan, ma ribadendo la necessità del muro col Messico “per ragioni di sicurezza”: “Almeno in parte”, ha però aggiunto, in quella che alcuni hanno letto come un’apertura.


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