La Borsa in luna di miele


EFFETTO TRUMP SU WALL STREET: IL DOW VOLA E TRASCINA I MERCATI INTERNAZIONALI


NEW YORK. La luna di miele tra Donald Trump e i mercati prosegue. Se qualcuno si attendeva un contraccolpo negativo dopo la sua elezione a presidente degli Stati Uniti (sulla scia di quanto accaduto dopo il voto sulla Brexit) per ora si è dovuto ricredere. Così Wall Street, a due settimane dall’Election Day, continua a volare, con i principali indici che mettono a segno record dopo record, spingendo in alto anche le Borse europee. All’apertura della giornata di contrattazioni i principali indici di New York sono volati ai massimi di sempre, col Dow Jones che ha superato per la prima volta la soglia dei 19.000 punti (per poi ripiegare leggermente) e l’indice S&P500 mai cosi’ in alto sopra i 2.200 punti. E pensare che meno di tre settimane fa il Dow Jones era sotto i 18.000 punti, mentre ora con i suoi

primati sta gettando le basi per il migliore anno dal 2011. Quanto basta per permettere alle principali piazze finanziarie

Oltreoceano di beneficiare di questa euforia e di chiudere in rialzo, con Milano la migliore del Vecchio Continente con l’indice Mib che guadagna l’1,4% a 16.519 punti, sulla scia di banche ed Enel. Più contenuti i guadagni di Londra (+0,6%), Parigi (+0,4%), Francoforte (+0,3%). La nuova impennata di Wall Street si spiega soprattutto con le ultime parole di Trump, che in breve video ha esposto le linee generali del piano dell’industria energetica tradizionale, con la cancellazione dei vincoli “verdi” imposti dall’amminitrazione Obama. Ma a rassicurare gli investitori anche le prospettive di un“ammorbidimento” della stretta sulle banche e della riforma di Wall Street. Oltre alla quasi certezza di una nuova stretta alle porte sul fronte della politica monetaria. Salvo clamorose sorprese, infatti, la Federal Reserve guidata da dei suoi primi 100 giorni di governo. Piano in cui vengono per ora accantonate tutte le proposte più provocatorie della sua campagna elettorale (dal muro col Messico all'eliminazione dell’Obamacare) e in cui si dà invece spazio a un’azione - ancora da dettagliare - per rilanciare commercio, infrastrutture e posti di lavoro. E dove trova spazio anche una deregolamentazione a favore Janet Yellen a metà dicembre tornerà ad alzare i tassi. L’ultima volta fu nel dicembre scorso, dopo otto anni di tassi invariati. Buone notizie anche per l’euro che torna a salire sopra quota 1,06 sul dollaro. Mentre il prezzo del petrolio appare in calo, col greggio scambiato a New York intorno ai 47,50 dollari al barile. Stabile lo spread tra Btp e Bund tedeschi, a 177 punti.