La Brexit allarma la comunità italiana



LONDRA. Sembra ormai un’offensiva contro gli stranieri la campagna refe- rendaria degli anti-Ue che recuperano punti nei son- daggi (e in un’ultima rile- vazione tornano in testa) a costo di suscitare inquietu- dini fra i tanti immigrati del Regno Unito.

E anche la comunità italiana di Londra guarda adesso al voto del 23 giu- gno con una certa appren- sione, di fronte alla propo- sta degli euroscettici di in- trodurre un sistema a punti, secondo il controverso modello dell’Australia, che limiterebbe drasticamente gli ingressi nel Paese: re- stringendoli, fra l’altro, a chi possa contare su un po- sto di lavoro garantito an- cor prima di sbarcare.

A lanciare l’iniziativa sono stati i due capofila di Vote Leave, l’ex sindaco di Londra Boris Johnson e il ministro della Giustizia Mi- chael Gove, entrambi con- servatori, decisi a ‘caval- care’ la retorica dell’emer- genza immigrazione sul- l’onda dei dati sul flusso ancora record d’ingressi nell’isola e dei recenti (per quanto episodici) tentativi di traversata via mare di migranti verso l’Inghilter- ra.

La loro promessa è di “un sistema più giusto e umano”, ma l’esempio esplicitamente evocato è quello draconiano, per certi versi spietato, adottato da- gli australiani, fortemente criticato dagli attivisti dei diritti umani per i requisiti troppo rigidi imposti per-

sino ai richiedenti asilo. Per Johnson e Gove, co- munque, un meccanismo simile andrebbe benissimo anche in Gran Bretagna per poter selezionare chi far entrare, in base al titolo di studio, alle capacità profes- sionali e soprattutto alla co- noscenza della lingua ingle- se, un prerequisito fonda- mentale. Una ‘ricetta’ che non può che passare attra- verso la Brexit - è il loro slogan - e l’addio al prin- cipio di libera circolazio- ne. A dare manforte alla campagna, spalleggiata da non pochi giornali nel re- gno, arriva intanto un altro ‘pezzo da 90’ dei Tory, Chris Grailyng, che arriva a imputare a chi giunge dai Paesi Ue la colpa d’aver fatto lievitare i prezzi de- gli immobili a Londra e dintorni.

Vero o falso che sia, il refrain pare far presa su una parte dell’elettorato. A certificarlo, malgrado la re- plica del premier David Cameron secondo il quale importare il sistema a pun- ti australiano non farebbe che “affossare l’economia nazionale”, sono i sondag- gi.

Alcuni dei quali accre- ditano ora una rimonta de- gli anti-Ue - in difficoltà nelle scorse settimane sul terreno del dibattito sui ri- schi o almeno delle inco- gnite economiche di un’eventuale Brexit - e nel caso dell’indagine condot- ta da Icm per il Guardian persino un controsorpasso sui rivali di ‘Remain’: con un 52% attribuito a ‘Vote

Leave’eun48achinon vuole il divorzio da Bru- xelles. Un clima che rischia di alimentare le incertezze fra gli stranieri residenti a milioni nel Paese, e in par- ticolare gli italiani che si contano a centinaia di mi- gliaia nella sola Londra.

“Non è un dibattito onesto perchè lasciare l’Ue non risolverebbe affatto la crisi migratoria, semmai la porterebbe ancora di più sul territorio britannico poiche’ i controlli si spo- sterebbero da Calais a Do- ver”, commenta all’Ansa Ivana Bartoletti, già candi- data laburista nella lista del sindaco Sadiq Khan e ora impegnata nella campagna anti-Brexit del Labour a Londra.